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Intervista all’ex Sindaco Coppola: “Avrei voluto fare di più per Nettuno”

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Il Sindaco Alessandro Coppola

Abbiamo intervistato l’ex Sindaco di Nettuno Alessandro Coppola, che la scorsa settimana è decaduto quando in consiglio comunale si è trovato senza maggioranza. Dopo tre anni di alti e bassi, l’ex Sindaco, non senza amarezza, ha ripercorso con noi le tappe che lo hanno portato alla guida della città di Nettuno.
Cosa ti ha convinto – abbiamo chiesto al Sindaco – a metterti alla guida di questa maggioranza?
“Di poliitca ne masticavo poco, ho accettato nonostante la mia storia politica non sia di centrodestra, ma non mi interessava il colore politico mi interessava fare il bene della mia città. Dopo essere stato avvicinato da chi ha poi intrapreso con me questo percorso amministrativo, ho fatto una serie di riflessioni. Ho 73 anni, sono verso la fine della mia carriera professionale, e forse anche della mia vita, volevo fare qualcosa di importante per la mia città, anche per i miei figlie, i miei nipoti, volevo coronare la mia esistenza con un regalo per la mia città”.
Da subito hai capito che il centrodestra sarebbe stato litigioso?
“All’inizio non ho pensato né alla squadra di governo né alla litigiosità. Questo è stato il primo grande errore che ho fatto. La mia inesperienza ha consentito che si creassero delle liste fuori controllo senza che nessuno, neanche io, facesse uno screening. la Lega andava moltissimo e tutti si sono buttati dentro. Personalmente non ho pensato al dopo, all’esito del voto e alla coesione di un gruppo consiliare che di fatto non c’è mai stata”.
La prima critica che ha mosso l’opposizione è che la giunta non fosse all’altezza del compito, a progetto finito pensi che avessero ragione o sei contento di quello che è stato fatto?
“Purtroppo è il risultato che fa da riferimento. Non siamo stati all’altezza ma non per le capacità sei singoli. Un insieme di cose non hanno permesso che si realizzasse il nostro programma”.
Ci sono stati problemi anche di natura Amministrativa?
“Purtroppo c’è stato un disaccordo tra i vari dirigenti a livello amministrativo, non c’è stata coesione tra i Dirigenti, ci sono stati disaccordi e comportamenti che non hanno favorito il buon andamento con la macchina amministrativa”.
Come sono i rapporti con la tua coalizione dopo l’addio di Fratelli d’Italia, cosa ti resta di questa esperienza?
“Resta tanta amarezza per come è finita, per quello che non siamo riusciti a fare ma con la maggior parte del centrodestra i rapporti sono sereni”.
Prima dell’arrivo della commissione d’accesso e di questa crisi abbastanza dura in due occasioni si è parlato di allargare la tua maggioranza, raccontaci i retroscena.
“Posso dire senza problema che inizialmente, poiché ero stato sostenuto in sede di ballottaggio dal gruppo di Nettuno progetto comune, Sanetti e Mancini che si poteva aprire un discorso. Con il rapporto umano che ho con Simona sarebbe stato anche piacevole averla affianco, ma questa cosa è naufragata perché portarli in maggioranza avrebbe compromesso gli equilibri, non erano ben visti da alcuni. L’ipotesi è naufragata miseramente quesi subito”.
Più avanti invece ti sei rivolto a tutt’altro gruppo anche perchè i rapporti con Nettuno progetto comune si sono logorati, come è andata? Ricordiamo che non era una questione solo di crisi della maggioranza, ma di un momento storico particolare, quello della Pandemia, che ha portato a parlare di una maggioranza allargata.
“Con parte dell’opposizione abbiamo lavorato fianco a fianco durante la Pandemia, quindi si era creato un rapporto che, dal punto di vista umano è sempre stato ed è ancora forte. Penso al professor Marchiafava, penso ad Alicandri, che considero un figlioccio, ci sono rapporti umani consolidati. Mi vanto di portare avanti rapporti umani profondi al di là della critica politica. Ci siamo messi seduti, l’idea fondante era quella di un governo per la città. Ma mi hanno posto delle condizioni che non ho potuto accettare, quella di escludere dalla giunta che ovviamente avrebbe dovuto essere rimpastata, delle persone che hanno fatto parte fondante del progetto del centrodestra. In particolare Alessandro Mauro. Non mi sono sentito di escludere chi mi aveva sostenuto dall’inizio”.
L’intervista completa su Canale 81.