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Il Comitato del Paradiso sul mare replica al Sindaco De Angelis

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Il Paradiso sul mare

Riceviamo e pubblichiamo dal Comitato del paradiso sul mare che ha aderito al progetto del Fai

“L’Ordinanza di chiusura del Paradiso sul Mare, edificio liberty di Anzio e degli anziati, oggi inagibile, si è resa necessaria a tutela della sicurezza della popolazione scolastica. Questa mattina ho incaricato l’Ufficio Tecnico Comunale di produrre, quanto prima, uno studio di fattibilitàper il consolidamento, il risanamento conservativo e il restauro dell’edificio, dove sono stati girati capolavori del cinema italiano ed internazionale”. Lo ha affermato il Sindaco di Anzio, Candido De Angelis, in riferimento al piano di recupero del Paradiso sul Mare ed alla recente ordinanza di chiusura.
“Fino a quando sarò il Sindaco – prosegue De Angelis -non ci saranno Fondazioni, tantomeno privatizzazioni della struttura. Per il Paradiso, come del resto noi abbiamo già fatto per Villa Corsini Sarsina, stiamo lavorando per mettere in campo un grande piano di recupero pubblico, che dovrà vedere coinvolti diversi Enti, insieme al Comune, per restituire ai cittadini un pezzo della nostra storia”.
Il Sindaco De Angelis interviene anche per fare chiarezza sulla campagna I Luoghi del Cuore del FAI:”Sono stati mesi e mesi di comunicati stampa, articoli, selfie, banchetti, manifestazioni, senza raggiungere alcun risultato per il recupero del Paradiso. Anzi, in caso di vittoria di quel bando, l’eventuale finanziamento non avrebbe coperto neanche la verniciatura del cancello dello storico Palazzo.Per non parlare della Città Metropolitana che, incurante dello stato dell’edificio, continuava ad utilizzarlo come sede scolastica, vietando addirittura l’ingresso al Comune. L’ordinanza di chiusura non è una resa, ma rappresenta il punto di partenza perriportare il Paradiso sul Mare ai fasti del passato; ripeto senza selfie e banchetti, con il duro lavoro quotidiano e con una nuova visione della nostra Città”.

In questa nota diramata oggi il sindaco di Anzio comunica l’intenzione di porre mano al recupero del Paradiso sul Mare. Ci riferiamo al malconcio edificio storico da anni sotto osservazione come un malato di cui non si conosce né diagnosi né terapia ma che è semplicemente lasciato su una barella in attesa che si compia la sua sorte.

Il sindaco fa sapere di avere chiesto ai tecnici un preventivo per sistemarlo. Bene! chi più di noi è contento di sentirlo dire? Le lunghe e faticose settimane dell’estate 2016, spese a raccogliere firme fra turisti e cittadini per portare il Paradiso alla ribalta del biennale Concorso Nazionale bandito dal FAI  (il cosiddetto “Luoghi del cuore”), avevano proprio questo scopo: far sapere a tutti che bel tesoro giace trascurato ad Anzio. Il concorso del FAI mira, come è noto, a sensibilizzare persone e istituzioni su beni architettonici o paesaggistici da salvare.  Lo fa elargendo piccoli fondi di finanziamento che non hanno certo la pretesa di restaurare l’intero bene ma che attraverso piccoli ma significativi progetti legati al bene stesso, funzionino da esempi di recupero. Scintille di ripresa insomma  che possono (e quasi sempre vi riescono come è ormai da un decennio ben documentato) innescare interventi più massicci, completi ed organizzati, da parte di enti pubblici o privati. Per provare ad accendere quella scintilla alcune persone dei più vari orientamenti politici, confessionali e culturali si aggregarono nel 2016 in quello che si autodefinì orgogliosamente “Comitato Rinasce il Paradiso sul Mare”.

La strategia fu: 1) far conoscere il più possibile la storia e le vicende del “Paradiso”  2) raccogliere tante firme a sostegno; 3) formulare un progetto di massima che fosse simbolicamente funzionale al recupero.

Dice bene il comunicato del sindaco, vi fu una miriade di iniziative, gazebi in piazza e in spiaggia, convegni nelle hall degli alberghi, proiezioni di foto e video, dibattiti dal vivo e sui social,  chilometri di documentazione storica diffusa tra la popolazione. E sì, ammettiamolo, perfino qualche selfie, specie quando capitava al banchetto il personaggio famoso (cosa frequente ad Anzio) che di sicuro aiutava con la sua presenza la raccolta delle firme. Che fra un selfie e l’altro lievitarono a ben 5.075, inclusi nomi di spicco della politica nazionale (Gentiloni, Storace) e locale (Ruggiero, Borrelli, D.Fontana, Cafà, Mazzi, Piccolo, Nolfi, l’allora sindaco Bruschini e, udite, l’attuale sindaco De Angelis Candido!).

E il progetto da finanziare in caso di vittoria? Intanto precisiamo che il regolamento prevedeva al massimo un contributo di 30.000 euro con l’obbligo per il proprietario del bene di assicurare almeno altrettanto. Su questo eravamo a posto: il sindaco Bruschini, in quanto titolare come ente comunale della proprietà del Paradiso, fece approvare dalla sua giunta una delibera che impegnava l’importo necessario.

Quanto al progetto è presto detto: l’allestimento, in una piccola porzione dell’edificio, di un Museo del LIberty!

Intonato allo stile del palazzo e coerente con le finalità dell’architetto Bazzani e del sig.Polli, i due realizzatori del palazzo nel 1924, il piccolo museo poteva essere la famosa “scintilla”.  Ma non basta, a realizzarne le fasi di dettaglio e quelle operative sarebbero stati chiamati i sei istituti superiori di Anzio e Nettuno, ognuno già impegnatosi per iscritto a fornire la propria specializzazione allo scopo.

Una bella cosa, no? Il concorso vide riconosciuto a livello nazionale il lavoro del Comitato (64.mo posto in graduatoria) ma non abbastanza da rientrare nella limitata gamma dei finanziamenti (250.000 euro in totale messi a disposizione da Intesa San Paolo). Non scoccò la scintilla, è vero, ma a giudicare dall’interessamento che oggi la nuova amminisitrazione sta manifestando per il Paradiso da qualche parte il fuoco si è appiccato. Meglio tardi che mai.

In realtà i Luoghi del Cuore sono stati la vetrina che ha rimesso sotto gli occhi del pubblico questo “luogo” speciale. Speciale per gli amanti della storia del Novecento, speciale per i cultori del buon gusto, speciale soprattutto per noi di Anzio.  Il Paradiso è ora molto più conosciuto di prima e ciò grazie anche a cinquemilasettantacinque semplici persone che hanno dimostrato di amarlo mettendo una semplice firma in un modulo del FAI. E già solo per questo atto d’amore vanno rispettate.

Claudio Tondi

portavoce del Comitato Rinasce il Paradiso sul Mare