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Pd di Anzio nel caos, Maugliani esprime solidarietà ma non accerta i fatti

Ha il sapore dell’incredibile la solidarietà espressa dal segretario provinciale del Pd Rocco Maugliani al suo omologo di Anzio che domenica si è trovato a fronteggiare presso la sede del Partito una rissa tra iscritti e a delle feroci contestazioni sul voto, il tesseramento e i metodi utilizzati per comunicare le liste al Provinciale. Contestazioni sfociate in un esposto formale inviato alla Segreteria di Maugliani, ma anche a quella regionale.

Di seguito il testo integrale: “Desidero esprimere a Gabriele Federici, segretario del circolo del Partito Democratico di Anzio, la mia solidarietà umana e politica, soprattutto in relazione a quanto pubblicato da un giornale on line del litorale (la testata che ha riportato la notizia è il Clandestinogiornale.it) domenica sera, dove si attribuivano al circolo locale, e di riflesso alla federazione provinciale, gravi irregolarità nella gestione del tesseramento valido ai fini del congresso regionale. Non esiste nessun vizio formale o sostanziale nell’operato del segretario, del direttivo e dell’ufficio adesione preposto al tesseramento e regolarmente insediatosi nei tempi previsti dalle norme sovraordinate. Inaccettabili, perché non suffragate da nessun elemento a sostegno, risultano le insinuazioni legate agli aspetti economici del pagamento delle quote delle tessere, insopportabile il clima che si è determinato in seno al circolo durante la convenzione che è sfociato in episodi di inciviltà inqualificabili fra persone per bene che fra l’altro appartengono, o dovrebbero appartenere alla stessa comunità politica. In ragione di questo, e al termine di una riflessione condotta in segreteria provinciale, ieri sera ho chiesto al presidente della commissione di garanzia, in accordo con la commissione regionale per il congresso, di attivare una procedura straordinaria affinché vengano accertati i fatti che si sono determinati in seno al circolo e sanzionate le intemperanze appurate. Nel momento in cui ad Anzio, anche attraverso il lavoro del gruppo consigliare, stiamo conducendo una battaglia di opposizione tesa a svelare le contraddizioni della giunta De Angelis, certi episodi, sempre fra l’altro puntualmente riportati all’esterno agli organi di stampa, ci allontanano dalla nostra comunità e contribuiscono a dare di noi un’immagine diversa da quella per la quale faticosamente lavoriamo. Auspico che in tal senso possiamo produrre una riflessione dalla quale scaturisca un’assunzione di responsabilità collettiva , anche per il rispetto che dobbiamo a noi stessi e ai cittadini che ancora ci sostengono”.

Anche alla luce delle decisioni prese dal Pd, cioè verificare i fatti segnalati nell’articolo attivando una procedura straordinaria, la solidarietà e le attestazioni di Maugliani al segretario Federici sembrano quantomeno premature. Dispiace che il Segretario Maugliani non sia contento ‘dell’immagine che il partito da di se’, tuttavia può facilmente immaginare che le notizie legate alla situazione di caos, tensioni e contestazioni sulla legalità di alcuni passaggi (dai due voti messi nelle urne prima dell’apertura dei seggi agli iscritti che hanno pagato la quota ma non erano in elenco) siano non solo certe ma anche ampiamente segnalate al Partito con una nota interna ufficiale. Speriamo che il Segretario Maugliani trovi il tempo di esprimere solidarietà anche a chi crede nel Pd nonostante il momento difficile, lo sostiene con le proprie quote e non ha potuto esprimere il suo voto per problemi gestionali che appaiono seri. Infine, visto l’avvio di una procedura straordinaria che si indaghi anche sul mistero del cambio della serratura che ha lasciato fuori dalla sede gli storici attivisti, ha radicalizzato l’astio tra le due componenti del partito e che ha trasformato il Segretario Federici in un portiere. Ci disse Maugliani in un confronto diretto che ‘si voleva fidare della versione che gli era stata fornita’ sul cambio della serratura. Ora magari può cogliere l’occasione di capire perché, dopo il cambio le chiavi non siano state restituite a chi le aveva già e non siano comunque state messe a disposizione di tutti, come era sempre stato in passato. Accertare i fatti è un imperativo che Maugliani deve ai suoi iscritti non certamente al nostro giornale, che adempie al suo dovere diritto di cronaca raccontando i fatti e raccogliendo i malumori di un partito in cui domenica, alcuni (noti) attivisti sono persino arrivati alle mani. E capire perché questo sia accaduto ci sembra più importante che capire chi lo abbia raccontato alla stampa.