Home Cultura e Spettacolo Aperta al Museo archeologico la mostra: “Conoscere, Preservare, Tutelare”

Aperta al Museo archeologico la mostra: “Conoscere, Preservare, Tutelare”

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Dal martedì alla domenica, con ingresso libero, contingentato ed in sicurezza, dalle 10:30 alle 13 e dalle 17 alle 19 (il mercoledì soltanto la mattina dalle 10:30 alle 13, chiuso il lunedì), è aperta la mostra “Conoscere, Preservare, Tutelare. Momenti di vita dell’antichità”, inaugurata lo scorso 11 luglio in occasione dell’intitolazione della Sala VI degli intonaci dipinti del Museo Civico Archeologico di Anzio al Generale Roberto Conforti, Comandante dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale dal 1991 al 2002, scomparso il 26 luglio 2017.
Nella Sala, intitolata al Generale Conforti, è possibile ammirare gli splendidi intonaci-dipinti provenienti dal Palazzo Imperiale di Anzio, la cosiddetta Villa di Nerone, venuti alla luce, in maniera del tutto casuale, all’inizio degli anni ’70, in seguito alla frana di un interro che teneva occultata parte della struttura del Palatium. Dalla lodevole volontà dell’Amministrazione Comunale di esporre, nella cornice del Museo Civico Archeologico di Villa Adele, alcuni tra i numerosissimi reperti sequestrati dal Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, è nata l’idea della Mostra che occuperà la Sala VI degli intonaci dipinti, nella Villa che fu delle famiglie Cesi, Pamphilj e Borghese.
L’ambizioso progetto dell’esposizione “Conoscere, Prevenire, Tutelare. Momenti di vita nell’antichità”, pianificato dall’Amministrazione De Angelis, è finalizzato alla volontà condivisa di rendere fruibili alcuni reperti archeologici, scelti tra i beni sequestrati dal Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale.
Al Museo viene presentata una selezione di preziosi reperti archeologici, tra gli oltre cinquemila recuperati, che sono stati rimpatriati tra il 1999 ed il 2014, da Ginevra e da Basilea, grazie all’Operazione Teseo: la più grande operazione mai avvenuta che prende il nome da una splendida anfora corinzia del VI secolo a.C., decorata con il mito di Teseo, un capolavoro trafugato con tutta probabilità da una necropoli etrusca.