Anzio – Casapound chiede chiarezza su immigrati e rom

CasaPound pretende chiarimenti riguardo centro di accoglienza e campo rom ad Anzio. “Facciamo leva sul diritto dei cittadini di Anzio di conoscere le vicende che interessano in maniera importante l’ordine sociale e pubblico – scrivono al sindaco Luciano Bruschini – per rivolgere agli esponenti dell’Amministrazione comunale la richiesta di fornire ufficialmente a tutta la cittadinanza risposte certe ed espresse senza alcun giro di parole alle seguenti domande: Smentite categoricamente che sul territorio del Comune non sorgerà alcun campo per l’accoglienza di popolazioni di etnia rom finchè sarete i responsabili amministrativi della città? Presso gli immobili individuati dal Prefetto in via dell’Armellino quanti immigrati verranno ospitati? La struttura è dotata di impianti igienico-sanitari in proporzione alle persone che vi alloggeranno? Si tratta di clandestini o di rifugiati politici? Nel secondo caso, come verrà provato in maniera inconfutabile il loro status? Che tipo di beni e servizi verranno forniti ed in quali quantità? La proprietà degli immobili è pubblica o privata? Se fosse pubblica, a chi appartiene? Qual’è la provenienza dei fondi utilizzati per il mantenimento del possesso della struttura e per pagare beni e servizi? Infine: Quante famiglie di Anzio sono in graduatoria per poter soddisfare il diritto di avere un tetto sulla testa? Quanto è stato speso nel 2014 per attività ludiche, feste di piazza, fuochi di artificio? E’ possibile che il bilancio del Comune non consenta di decurtare parzialmente alcuna voce relativa ad attività marginali per potersi permettere di sostenere i costi di gestione e consentire agli Anziati che attraversano una situazione di grave emergenza abitativa di vivere una vita dignitosa? Noi riteniamo – sottolineano da Casapound – che vada data priorità a chi, finchè ha potuto, ha pagato le tasse a questo Stato ed oggi ha difficoltà a mangiare tanto quanto gli immigrati, è senza un tetto sulla testa tanto quanto gli immigrati. Va data la priorità a chi è figlio e nipote di coloro che hanno contribuito a costruire l’Italia con lacrime e sangue. Non è possibile che i nostri connazionali abbiano la “colpa” di non fuggire da una guerra. La cruda realtà è che non c’è posto per tutti, non c’è posto per nessun altro”.