Home Politica Reddito minimo garantito, il progetto

Reddito minimo garantito, il progetto

486

Il governo Renzi sta studiando un progetto di reddito minimo garantito per sostenere quelle persone che pur volendo lavorare non riescono a trovare un impiego. Ci si rivolge ad un bacino di utenza di circa 5 milioni di italiani che vivono al di sotto della soglia di povertà e per cui al momento non sono previste soluzioni. L’ipotesi che si sta studiando, e per la quale sarebbe già stata individuata una copertura di 2,4 miliardi di euro, è garantire un sussidio capace di riportare il beneficiario al di sopra della soglia di povertà assoluta in attesa che la situazione economica migliori e si possa trovare un lavoro adeguato. Vale a dire, ad esempio, un reddito inferiore a 980 euro per una famiglia con due figli. L’assegno massimo riconosciuto arriverebbe a 780 euro al mese e sarebbe comunque condizionato all’obbligo, per chi ne usufruisce, di partecipare a programmi di reinserimento sociale e lavorativo. A questa operazione si affiancherebbe l’introduzione di un sussidio studiato per gli over 55 che perdono il lavoro e per i quali ci sono poche possibilità di reinserimento. Per determinare la platea dei beneficiari dell’assegno minimo, il governo utilizzerebbe, oltre alle dichiarazioni dei redditi, anche i parametri Isee, in modo da integrare i dati e da fotografare, in maniera molto più puntuale, le condizioni di vita delle famiglie. L’operazione scatterebbe dal 2016 e si tratterebbe di una sorta di integrazione monetaria del reddito. Un sistema previsto già da quasi tutti gli Stati europei e che al momento vede esclusi solo l’Italia e la Grecia.