Home Cronaca Anzio L’omicidio di Giuseppe Carlino pianificato ad Anzio

L’omicidio di Giuseppe Carlino pianificato ad Anzio

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Ha ucciso un esponente del clan rivale con quattro colpi nel 2001 in cambio di un orologio d’oro. Domenico Pagnozzi il reggente romano della camorra, braccio destro di Michele Senese, arrestato due giorni fa grazie a una straordinaria operazione dei carabinieri è un personaggio chiave della malavita capitolina, rimasto libero e impunito per tredici anni prima che la giustizia lo riconoscesse come il killer di Giuseppe Carlino. Quello del camorrista Carlino fu uno dei delitti efferati che insanguinò il litorale romano a Torvajanica. Ed è stato solo grazie alla tenacia del pubblico ministero Luca Tescaroli che nell’ottobre del 2014 Senese, Pagnozzi e gli altri che parteciparono all’agguato sono stati condannati all’ergastolo per omicidio con l’aggravante dell’associazione mafiosa. Tutto comincia nel settembre del 1997 quando i fratelli Carlino uccidono il fratello di Michele Senese, Gennaro, perché scoprono che aveva una relazione con la moglie di uno dei due. Tutto viene quindi pianificato alla perfezione: il clan si procura una casa ad Anzio come base logistica per nascondere le armi e le auto necessarie all’agguato e, il 10 settembre del 2001, una manciata di minuti prima delle 14, entra in azione. Pagnozzi e un complice aspettano Carlino sotto casa. E quando lui rientra, sotto gli occhi della madre affacciata alla finestra, il reggente dei Senese lo uccide con quattro proiettili sparati a bruciapelo. “Un mese dopo l’omicidio  –  raccontano le carte  –  un pentito partecipò a un pranzo in cui vi era Pagnozzi e Senese, nel corso del quale quest’ultimo gli regalò un orologio in oro come ringraziamento per l’omicidio Carlino”.