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Gli sbandieratori di Artena piangono Francesco: “Con noi fin da bambino, ora giorni bui”

"Questi sono i giorni più bui, quelli che mai avremmo voluto vivere e raccontare, Franceschino (cosi lo chiamavamo) non è piu tra noi". 

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Francesco Palone
Francesco con il costume degli sbandieratori

“Questi sono i giorni più bui, quelli che mai avremmo voluto vivere e raccontare, Franceschino (cosi lo chiamavamo) non è piu tra noi”. 

A dare l’ultimo saluto con un ricordo accorato al giovanissimo Francesco Palone, 18 anni, annegato ad Anzio nei giorni scorsi, sono i suoi amici degli Sbandieratori e Musici Alfieri del Cardinale Borghese. Gruppo di cui faceva parte da tempo.

“Francesco non era solo un musico – hanno poi aggiunto – era uno nostro amico, uno nostro fratello, quasi un nipotino per quelli più grandi…avrebbe affrontato tra sole tre settimane il primo campionato con indosso il suo amato rullante che aveva inseguito fin dal primo giorno di prove.

Aveva iniziato poco piu che bambino è cresciuto con il gruppo e dentro il gruppo, ricordiamo ancora le sue lacrime quando i primi anni eravamo costretti a dirgli “non puoi fare la grande sei troppo piccolo ancora!” Poi però le sue grandi squadre se l’è fatte eccome! faceva sempre ridere tutti, era uno di quelli che non si prendeva mai troppo sul serio, uno di queli che facevano casino alle prove, sul bus, che quando era il momento di partire per una sfilata non si trovava mai…probabilmente lo si trovava ad attaccare bottone con qualche ragazza facendo il figo con il suo costume.

Era cosi Franceschino, amava la vita e ce la faceva amare anche a noi. Ma la vita purtroppo è imprevedibile e sono bastati pochi minuti per portarci via questo ragazzo, ce lo ha portato via proprio a pochi giorni da quel campionato che non avrebbe mancato per nulla al mondo… ma noi continueremo a portarlo con noi, il suo rullante continuerà a suonare insieme agli altri tamburi e non basterà tutto questo a farci dire che Francesco non c’è piu, Francesco è lassù che ci guarda… avrà una visuale migliore dei giudici dal palco, sarà sempre in prima fila quando sfileremo nella nostra città… e tutto sommato sappiamo già che ci starà prendendo tutti in giro.

Gli angeli in calzamaglia ci seguono, sempre, giorno e notte. E stanno con noi, ci prendono la mano e ci accompagnano nel nostro percorso, asciugandoci le lacrime, ridendo insieme a noi, preoccupandosi per noi. Ed intervengono, sempre, per allegerire il cammino che dobbiamo sostenere, che è sempre faticoso e in salita”.