Anzio – Criminalità organizzata sul litorale, un fenomeno da monitorare

Una tavola rotonda sulla quale riflettere riguardo ad un fenomeno purtroppo importante sul territorio quella di ieri a Villa Sarsina ad Anzio. La presenza della criminalità organizzata sul litorale romano e nel Lazio in generale è cosa ormai nota, ma è fondamentale monitorarla e studiarla affinché si possano adottare le giuste contromisure per arginare il fenomeno.

Molti gli ospiti presenti ieri nella sala consiliare, tra cui Gianpiero Cioffredi, presidente dell’Osservatorio regionale Tecnico-Scientifico per la Sicurezza e la Legalità, Giovanni Del Giaccio, giornalista, Benedetto Paris, consigliere della regione Lazio e a moderare era la giornalista de Il Fatto Quotidiano Angela Iantosca.

Cioffredi ha colto l’occasione per parlare del dossier dall’eloquente titolo “Le mafie a Roma”, spiegando quanto sia complesso lo scenario criminale della Capitale, le dinamiche che si sono evolute e quelle che sono rimaste invariate nei decenni.

Poi l’occhio di bue è stato spostato verso il sud della regione e il litorale, sempre più teatro di incendi, gambizzazioni e atti intimidatori di ogni tipo. Operatori economici ed esponenti politici sono i più colpiti, e nel dettaglio Anzio e Nettuno si sono rivelate dei luoghi di latitanza e affari illeciti e in cui sono accertate diverse cellule di organizzazioni criminali.

Mirabelli invece ha dichiarato che non ci sarà un’altra interrogazione dopo quella presentata da Sinistra Italiana riguardo alla situazione di illegalità diffusa ad Anzio, dalla presentazione del bilancio in ritardo rispetto ai termini di legge alla mancanza di trasparenza sulle procedure adottate dall’amministrazione. La questione, che Mirabelli ha apertamente definito come “inquietante”, verrà sottoposta direttamente ad un rappresentante del Governo. “Non si possono chiudere gli occhi davanti ad inchieste, sentenze ed atti di un certo tipo” ha tuonato il senatore. “C’è bisogno di un intervento svolto con la dovuta fermezza e rapidità”.

(di Daniele Mancin)