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Nettuno Baseball City e altre sei squadre contro la Fibs: lettera a Malagò

Le società ex IBL chiedono l'intervento del presidente del Coni: "affinché finalmente si possa ristabilire un dialogo ed un sereno confronto su temi tanto importanti quanto delicati per il futuro di questo sport".

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Una lettera che spezza l’equilibrio che sembrava essersi creato tra la Federazione Italiana Baseball e le squadre del massimo campionato. Oggi, invece, arriva una nuova frattura tra sette squadre, ossia le ex IBL Padule, San Marino, Padova, Nettuno Baseball City, Bologna, Parma e Rimini, con una lettera sottoscritta dalle “Sette sorelle” e inviata direttamente al presidente del Coni Giovanni Malagò in cui le società espongono le loro rimostranze sulle politiche federali e chiedendo allo stesso Malagò un intervento “affinché finalmente si possa ristabilire un dialogo ed un sereno confronto su temi tanto importanti quanto delicati per il futuro di questo sport”.

“Nel corso della passata stagione – si legge nella missiva – si è creato un forte contrasto con la Federazione in quanto gli organi federali pretendevano di modificare il massimo campionato senza minimamente interpellare le squadre partecipanti e pretendendo di imporre scelte e soluzioni, poi rivelatisi assolutamente inadeguate ed inopportune. Tale contrasto sembrava essersi risolto alla fine dell’estate scorsa con un incontro che pareva dare inizio ad un dialogo costruttivo con i vertici federali. Purtroppo ciò non è avvenuto e -nonostante i nostri reiterati tentativi di instaurare un dialogo e confronto costruttivo- gli organi federali hanno continuato ad evitare il coinvolgimento delle squadre partecipanti al campionato di massima serie A, imponendo scelte del tutto inadeguate e pregiudizievoli per le società stesse. In particolare ci si riferisce alla struttura pensata per il Campionato di Serie A1, alla decisione di disputare il torneo di Coppa Italia prima dell’inizio del Campionato stesso, alla calendarizzazione unilaterale del massimo Campionato senza valutare impegni internazionali delle squadre partecipanti, alla calendarizzazione del torneo di Coppa Italia senza neppure comunicare con che formula lo stesso dovrà essere giocato, alla decisione di iniziare le competizioni in un periodo dell’anno a fortissima probabilità di avversità meteorologiche. A quanto sopra si aggiunga l’estremo ritardo con il quale gli organi federali hanno assunto tali sciagurate scelte. Il calendario infatti è stato diramato solo in data 30 gennaio 2018, rendendo così impossibile organizzare tempestivamente ed in maniera economica le trasferte, rendendo assai problematico impostare una seria ed opportuna preparazione invernale (con forte rischio di esporre i nostri atleti a infortuni) ed aggravando le società di inutili oneri e costi riferibili agli ingaggi dei giocatori stranieri (biglietti aerei, alloggi ecc)”.

Sotto accusa anche il vicepresidente federale Mignola autore di alcuni post su Facebook ritenuti offensivi dalle sette società. “A tali già gravi fatti si aggiunge anche il comportamento che il vice-presidente federale Vincenzo Mignola -delegato dal Presidente Marcon a presiedere la commissione che si occupa della riforma dei campionati e di intrattenere rapporti con le squadre di vertice nonché team manager della nazionale maggiore di Baseball- ha assunto nei confronti delle squadre di serie A1 (ex IBL). In particolare, il Sig.Mignola nei mesi scorsi ha pubblicato sui social network commenti assai offensivi nei confronti delle società ex IBL, deridendole e prendendosi gioco delle stesse. Di fronte a tale atteggiamento e comportamento, il Presidente Marcon e, quindi, la Federazione tutta non ha preso alcuna posizione, omettendo quindi di censurare tali esternazioni e di prenderne le distanze. Cosa che riteniamo altrettanto grave. Converrà con noi – concludono le società – che nella nostra qualità di presidenti e dirigenti di importanti realtà del movimento, che ogni anno dedicano a questo sport importanti risorse sia economiche che umane, finalizzate anche alla formazione di una nazionale competitiva, una tale situazione e un tale comportamento non possa essere accettato”.