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Baseball – Fortini: “I titoli sono del Città del Nettuno, il prossimo anno fusione con l’Academy”

Torna a parlare di titoli sportivi Piero Fortini, patron del Città di Nettuno, dopo il pronunciamento del Consiglio Federale

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Il presidente del Nettuno Bc 1945 e ex patron del Città di Nettuno Baseball durante la conferenza stampa del 12 aprile 2017 in cui annunciava il passaggio di titoli dal Nettuno baseball al Città di Nettuno

“Sia chiaro che questi titoli ora riconosciuti ufficialmente non sono miei, sono di tutti, di tutti i nettunesi, di tutta Nettuno. E sia anche chiaro che la stella che porta in questo momento il Nettuno Baseball City non ha ragione d’esistere, visto che può portarla solo chi ha vinto 10 scudetti. Quella stella è mia, così come mie sono le magliette”. Con queste parole il patron del Città di Nettuno Piero Fortini torna a parlare della proprietà sportiva dei titoli vinti dal Nettuno Baseball, dopo la pronuncia del Consiglio Federale che ha attestato il passaggio dei titoli sportivi, avvenuto nel 2011, dal Nettuno Baseball Srl al Nuova Baseball Città di Nettuno, società rilevata interamente da Fortini: “Nel 2014 ho rilevato tutta la società acquisendo le quote di Antonino Maiozzi, Antonio Paruccini e Giuseppe Barraco – spiega – i titoli vinti nella storia dal Nettuno appartengono a questa società, ma non solo. Appartengono alla città, ai giocatori, di chi ha creato il Nettuno non chi adesso vuole far credere che siano i suoi”.

Per quanto riguarda la stella la Fibs si è espressa dichiarando che non c’è una regola in merito e quindi che impedisca a squadre che non hanno vinto dieci scudetti di mettere la stella sulle maglie. Su questo punto, però, Fortini non si arrende e promette battaglia: “La stella – prosegue – la porteranno sulle divise i ragazzi dell’Academy che sono il futuro della storia del Nettuno Baseball. Con l’Academy ho già un accordo e il prossimo anno cederò a loro tutta la società”.

E’ un fiume in piena Fortini che torna a parlare anche della fusione saltata con il Nettuno Baseball City: “Dicono che io non ho voluto fare la fusione, ma non è vero. Io la mia parte dell’accordo l’ho rispettata e ho versato anche 22.400 euro. Sono loro che non hanno mai voluto fare la fusione, ma che volevano solo levarmi la società. Una fusione con Faraone (quindi con il Nettuno Baseball City ndr), dopo che lui stesso mi ha cacciato via. A quella famosa conferenza stampa di settembre, quando si decise per il futuro del baseball nettunese, io non fui invitato, non sapevo nemmeno che ci fosse; questo dopo che negli anni ho dato tutto me stesso, soldi e impegno. Ora tutti chiedono una fusione per un Nettuno ‘forte’, ma io il Nettuno forte ce l’ho, ed è l’Academy: è questo l’avvenire. Non si può pensare di competere con realtà come San Marino o simili senza studiare prima una riforma completa, che è quella che stiamo mettendo in atto noi, e che implica ripartire dai giovanissimi per costruire una società di soli nettunesi, proiettandola nel futuro”.