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Grandi manovre per l’Onda volley, Rebiscini è il nuovo direttore tecnico

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Continua l’opera di rafforzamento strutturale in casa Onda Volley, sempre con la massima attenzione rivolta al vivaio. Grandi manovre per la società biancazzurra, che in quest’ottica ha piazzato un altro colpaccio: dopo un lungo corteggiamento, Giacomo Rebiscini è il nuovo direttore tecnico del settore giovanile. L’ex coach del Volleyrò, che si occuperà della gestione e del percorso di crescita di tutte le selezioni fino all’Under 14, arriva ad Anzio con un curriculum di primo livello: dopo diverse esperienze in Serie B2, C e D, corredate da vittorie e promozioni, Giacomo collabora con Simonetta Avalle alla guida del CQR Lazio che, per la prima volta nella storia del Trofeo delle Regioni, si fregia del titolo di campione d’Italia. Successivamente passa alla più importante società italiana per quanto concerne il settore giovanile, il Volleyrò, dove partecipa ai campionati di livello nazionale ed alle finali Scudetto Giovanili. Davide Garzi ha scelto lui per coltivare il fiore all’occhiello degli anni a venire, che regala da sempre numeri importanti (oltre 200 ragazze contribuiscono ad alimentare uno tra i settori più prolifici dell’intera regione) e sforna ogni anno atleti a livello nazionale e regionale, senza mai ostacolare opportunità di crescita personali e mettendo sempre al primo posto valori fondamentali quali divertimento, crescita di gruppo, lealtà e condivisione.
Benvenuto Giacomo, finalmente sei dei nostri: da dove prenderà vita il tuo lavoro?
“Grazie a tutti per l’accoglienza. Mi occuperò del settore giovanile a 360 gradi, in una gestione condivisa e voluta da Davide Garzi per accompagnare il percorso di crescita delle ragazze più giovani. I settori dell’Under 12 e 14, passando per l’Under 13, sono quelli in cui spero di fornire il maggior contributo e su cui riverso più responsabilità, perché è in quella fascia d’età che si formano tecnicamente e mentalmente le atlete del domani”.
Conoscevi già il progetto dell’Onda Volley a livello giovanile?
“Naturalmente sì e mi ha sempre affascinato, essendo una delle pochissime società in tutta la regione a raggiungere alti livelli in Serie C e Serie D esclusivamente con giocatrici del territorio. Poter contribuire ad alimentare questo progetto ‘autoctono’ rappresenta un grande stimolo”.
Una scelta dettata più dall’amicizia con Garzi (quante battaglie in campo tra di voi…) o dal progetto biancazzurro che lo stesso Davide ti ha illustrato?
“L’una e l’altra. Con Davide ci conosciamo da una vita ed è una garanzia, ma naturalmente essere parte integrante di un nuovo ciclo che punta a un ulteriore salto di qualità mi trasmette entusiasmo”.
Cosa cambia, a livello gestionale ma non solo, tra il ruolo di allenatore e quello di DT?
“Senz’altro l’impatto meno diretto con il campo, di cui probabilmente mi mancherà la quotidianità. D’altro canto, però, sono consapevole di ricoprire una figura di riferimento e sarà eccitante avere più responsabilità sull’intera crescita globale, sia degli allenatori che delle giocatrici”.
Quanto è importante, a tuo avviso, il concetto di territorialità che da sempre attua la società? “Fondamentale. Come accennavo prima, è uno dei pregi storici di questa realtà, connotandone un tratto distintivo che mi attrae da sempre. Lottare e vincere per i colori di casa propria è sicuramente una sensazione più appagante per tutte le atlete e gli atleti che hanno il privilegio di cogliere una tale opportunità”.
Alla fine dell’anno potrai dirti soddisfatto se…

“Il mio obiettivo è portare le ragazze che avrò modo di seguire ad uno step più alto, che sottintende una crescita non solo dal punto di vista tecnico e professionale, ma soprattutto sotto l’aspetto personale, da sempre propedeutico e foriero di uno sviluppo pallavolistico”.