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L’ANGOLO DEL PEDIATRA – Il mirtillo rosso e le Infezioni delle vie urinarie

Nuovo appuntamento con la rubrica "L'angolo del Pediatra" a cura del dottor Alessandro Cafarotti che affronta le tematiche più importanti del settore e chiarirà i vostri dubbi. In questo articolo si parla del mirtillo rosso e delle Infezioni delle vie urinarie nei bambini. Per inoltrare le vostre domande potere scrivere studiopediatricocafarotti@gmail.com OPPURE redazione@ilclandestinogiornale.it con oggetto “L’angolo del Pediatra”

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Siamo in piena prima primavera, tra poco finalmente arriva l’estate, l’infezione delle Vie Urinarie (IVU) è una problematica che può presentarsi maggiormente in questi mesi dell’anno.

Per un bambino piccolo il rischio di avere un’infezione urinaria è abbastanza alto; certo non come quello di avere un’infezione respiratoria o un’otite, ma sufficiente per considerare questo problema importante e metterlo sotto la lente d’ingrandimento dei genitori: circa il 3 % delle femminucce e l’1% dei maschietti presentano un’infezione entro i 10 anni di età, ma la maggior parte di queste infezioni vengono nei primi 3 anni di vita. Responsabili di queste infezioni sono i batteri, non i virus: abbiamo perciò delle buone armi in mano per combatterli, gli antibiotici. Questi batteri entrano nell’apparato urinario sempre, o quasi, dall’esterno, dall’uretra.

Nella maggior parte dei casi il sintomo che porta al sospetto di infezione urinaria è, soprattutto nei bambini più piccoli, la febbre, una febbre spesso molto alta e senza altri sintomi. Quando c’è febbre vuol dire che i batteri sono riusciti ad arrampicarsi lungo le vie urinarie fino al rene e ai bacinetti renali, si chiama perciò pielonefrite.

COSA SONO LE INFEZIONI DELLE VIE URINARIE?

 

– Batteriuria asintomatica
È una condizione benigna, caratterizzata dalla presenza di batteri e dalla assenza di sintomi. Si ritrova in caso di esami delle urine o urinocolture occasionali. Non richiede trattamento, fatta eccezione per i soggetti immunodepressi (portatori di trapianto renale, diabetici, etc.).

– Infezione urinaria bassa sintomatica o cistite acuta
Può essere favorita da fattori locali (infezioni vaginali e del prepuzio, fimosi, sinechie delle piccole labbra etc). La febbre è poco frequente e generalmente inferiore a 38°C, mentre prevalgono i disturbi minzionali. Nel lattante la sintomatologia è in genere aspecifica. A volte, può essere presente sangue nelle urine (macroematuria) alla fine della minzione, anche con coaguli.
È più frequente nelle femmine in età prescolare.

– Infezioni urinarie basse ricorrenti
Sono più frequenti nelle femmine in età scolare e sono spesso associate a disfunzioni vescicali e dello sfintere uretrale esterno. Nel 14 – 25% dei casi si associano a reflusso vescico-ureterale, di solito di grado lieve. È frequente la concomitanza con vulvo-vaginiti, sinechie delle piccole labbra, fimosi, ossiuriasi e stipsi.

– Infezione urinaria alta o pielonefrite acuta (PNA)
Caratterizzata generalmente da febbre elevata, spesso con brivido, e talvolta dolore lombare o addominale, è spesso associata ad una malformazione delle vie urinarie (nel 40% dei casi a reflusso vescico-ureterale) e/o a disfunzioni vescico-sfinteriali.

 

COME SI FA LA DIAGNOSI?

La diagnosi di certezza si fonda sulla dimostrazione della positività dell’urinocoltura. L’urinocoltura in associazione con l’esame completo delle urine va sempre effettuata prima d’iniziare la terapia antibiotica, poiché anche un’unica dose di antibiotico può rendere sterili le urine. Gli esami di laboratorio, a discrezione del medico curante, possono essere utili in particolari casi, con lo studio principalmente degli indici di flogosi (infiammazione) (VES e PCR)

 

CI SONO ESAMI STRUMENTALI DA FARE?

L’ecografia renale è un esame che, salvo alcune eccezioni, deve sempre essere effettuato dopo una prima infezione urinaria. Ulteriori approfondimenti diagnostici, maggiormente specialistici, sono la cistografia minzionale consente di escludere la presenza di un reflusso vescico-ureterale e deve essere eseguita solo in casi particolari. In alcune circostanze, potrebbe essere prescritta anche una scintigrafia renale che consente di valutare eventuali esiti a distanza (cicatrici renali).

 

COME SI TRATTANO?

– Infezione delle basse vie urinarie (Infezione urinaria bassa sintomatica o cistite acuta). Consiste generalmente in un breve ciclo di terapia antibatterica per via orale. Se si esegue un’urinocoltura (non sempre necessaria nelle forme recidivanti delle bambine), la terapia va iniziata subito dopo aver raccolta l’urina per l’urinocoltura; infatti, iniziare la terapia antibiotica prima di avere raccolto l’urina impedisce, nella maggior parte dei casi, di identificare il germe responsabile dell’infezione e, più in generale, di confermare il sospetto diagnostico.

– Infezione delle alte vie urinarie (pielonefrite acuta). La terapia va iniziata subito dopo aver raccolta l’urina per l’urinocoltura ed in alcuni casi, dopo aver effettuato anche un’emocultura (cultura del sangue). La terapia può spesso essere somministrata per via orale. In alcuni casi, è preferibile utilizzare un antibiotico per via endovenosa o intramuscolare. La terapia dura nella maggior parte dei casi una decina di giorni; in casi particolari è necessario prolungare il trattamento.

 

QUALI SONO LE POSSIBILI COMPLICANZE?

Esiti a distanza con perdita di parenchima renale rappresentano una potenziale complicanza delle infezioni delle alte vie urinarie. Questi tuttavia sono eccezionali e si verificano solo in pazienti che hanno presentato infezioni a ripetizione, soprattutto se curate male.

 

IL MIRTILLO ROSSO…

Il cranberry detto anche mirtillo rosso americano o mirtillo di palude è una pianta che fa parte della famiglia delle ericacee. Possiamo trovarlo nel nord America ma anche in Italia ad alte quote tra  i 1500 e 2300 metri e soprattutto nel settentrione (difficilmente è possibile trovarlo sugli Appennini). Rispetto al tradizionale mirtillo (quello viola a cui siamo abituati), il mirtillo rosso di palude ha un sapore molto più acido e viene usato per creare composte e marmellate perfette per accompagnare formaggi e selvaggina. In fitoterapia si utilizzano sia le bacche (sotto forma di estratto secco o succo) che le foglie.

Si tratta di un frutto ricco di proprietà benefiche per l’organismo tra cui ricordiamo i vantaggi sulle infezioni delle vie urinarie.

Un tempo si pensava che fosse l’alta acidità di questa pianta la responsabile del suo potere antibatterico, oggi invece sappiamo che la sua utilità passa attraverso un’altra proprietà (non battericida o batteriostatica), in particolare la sua struttura che forma una sorta di schermo sulle mucose in modo da rendere difficile per i batteri attaccarsi alle pareti del tratto urinario. Non ci sono particolari controindicazioni legate all’uso del mirtillo rosso di palude, tranne in caso di alto sovra dosaggio (in questo caso si possono manifestare attacchi gastrointestinali importanti). Il mirtillo rosso richiede comunque un buon funzionamento renale ed una corretta coordinazione minzionale, dal momento che un idoneo flusso di urine è necessario per allontanare i batteri patogeni; è particolarmente attivo sui batteri ricchi di adesine come ad esempio l’ Escherichia coli.

Dottor Alessandro Cafarotti, specializzato in Pediatria e diploma nazionale SIUMB in ecografia pediatrica.
Studio pediatrico Cafarotti,via Flora 9
00042 Anzio tel.  331 974 4331

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