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PILLOLE DI PSICOLOGIA – Sessualità e problemi, domanda e risposta

Nuovo appuntamento con la rubrica "Pillole di Psicologia" a cura del dottoressa Elena Cagnacci che affronta le tematiche più importanti del settore e chiarirà i vostri dubbi. In questo articolo una lettrice ci ha scritto in merito ad alcuni problemi di intimità con suo marito, domande a cui ha risposto la nostra dottoressa Elena Cagnacci. Per inoltrare le vostre domande potere scrivere redazione@ilclandestinogiornale.it con oggetto “Pillole di Psicologia"

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Dott.ssa da circa un anno mio marito ed io abbiamo iniziato ad avere problemi nella sfera sessuale. Questa crisi è coincisa con un cambiamento di lavoro di mio marito che lo agita molto e da allora i nostri rapporti sono molto poco soddisfacenti poiché lui non riesce ad avere una lunga durata ed io non so come aiutarlo. Mi sento molto giù e sembra che non ci sia via d’uscita perché ormai i rapporti sono sempre meno frequenti e, quando ci sono, non sono soddisfacenti. Le chiedo un consiglio in merito.

Anonima

Gent.ma Signora grazie per averci scritto. Parlare di alcuni argomenti non è facile e condividere le frustrazioni nella sfera sessuale è qualcosa rispetto a cui, soprattutto le donne, c’è molta reticenza. Non conoscendo completamente la situazione posso solo cercare di fare delle ipotesi e delle proposte. Sicuramente subire delle forti pressioni in qualsiasi ambito (lavorativo, sociale, familiare, e così via) può comportare sia una diminuzione della libido, del desiderio, nel partner che si sente sopraffatto, sia un disturbo della sfera sessuale. Apparentemente sembra che suo marito soffra di eiaculazione precoce, che è un disturbo comunissimo e risolvibile… probabilmente il limite più grande è proprio la reticenza a parlarne che possono avere gli uomini poiché la associano ad una scarsa virilità.

L’eiaculazione precoce si manifesta quando l’uomo, durante un rapporto sessuale, non riuscendo a dominare il proprio riflesso eiaculatorio, eiacula – non necessariamente raggiungendo l’orgasmo – in un tempo troppo breve. Rispetto a ciò, e per una diagnosi più corretta, bisognerebbe capire se ne ha sofferto prima o se è la prima volta, o anche quanto, in effetti, riesce a “resistere” poiché questo offre la possibilità di capire quale è il livello di gravità: per intenderci, si deve considerare di massima gravità quando eiacula prima ancora di approcciare la penetrazione o dopo due-tre movimenti coitali al contrario è lieve se eiacula dopo una decina di movimenti coitali o dopo un paio di minuti dall’inizio del rapporto. Oggi sappiamo che l’eiaculazione precoce è dovuta ad un articolato intreccio di fattori emotivo-psicologici, come lo stress che vive suo marito, ma anche l’ansia, la stanchezza, la depressione, un lutto, e così via, e fattori organici e fisici, come il frenulo corto, la prostatite, l’uretrite, la vescicolite, la disfunzione erettile ma anche l’abuso di alcool, droghe o farmaci, ecc..

Cosa si può dunque fare? È importante concedere uno spazio alla coppia o a sé stessi, ciò per contrastare l’ansia e lo stress. Poter parlare apertamente del problema e, soprattutto, riconoscere che c’è un problema è un primo passo. Le donne tendono a “proteggere” gli uomini dicendo loro che non fa niente, che passerà, rimanendo spesso insoddisfatte e non chiedendogli di migliorare o farsi aiutare, poiché loro stesse lo ritengono un qualcosa di cui vergognarsi. Questo è esattamente ciò che non va fatto. Ritenere che il disturbo passi da solo è un azzardo e si rischia di permanere in quella situazione per anni, con un graduale allontanamento e la perdita dell’intimità della coppia.

Ci sono poi delle tecniche che si possono utilizzare e che i sessuologi consigliano, come quella dello “start e stop” in cui la donna interrompe la stimolazione sessuale del partner non appena intercetta una sensazione di eccessiva eccitazione dello stesso. A seguito di ciò la donna stringe delicatamente il pene, sotto il glande, riprendendo la stimolazione dopo un breve tempo, e ripetendo tutto il procedimento fino anche a 10 volte. Questa tecnica può aiutare l’uomo a controllare il proprio riflesso eiaculatorio ed al contempo ad identificare con esattezza quel punto di “non ritorno”, oltre al quale l’orgasmo o l’eiaculazione non sono più controllabili.

A di là di questi consigli, che possono essere utili ma senz’altro “ipotetici”, sicuramente può essere utile farsi seguire anche solo per un breve periodo poiché, come dicevo poco fa, le cause possono essere molte e quando il malessere si manifesta a livello sessuale, diviene un problema del “noi” piuttosto che di uno solo.

Elena Cagnacci, psicologa e psicoterapeuta

Dott.ssa Elena Cagnacci  Psicologo – psicoterapeuta
Consulente tecnico d’ufficio del Tribunale di Velletri
Consulente di mediazione familiare
Via Gorizia 17 (Nettuno)