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PILLOLE DI PSICOLOGIA – L’insonnia: cos’è, quali sono le cause e come si tratta

Nuovo appuntamento con la rubrica "Pillole di Psicologia" a cura del dottoressa Elena Cagnacci che affronta le tematiche più importanti del settore e chiarirà i vostri dubbi. In questo articolo si parla dell'insonnia, delle sue cause e dei possibili rimedi. Per inoltrare le vostre domande potere scrivere redazione@ilclandestinogiornale.it con oggetto “Pillole di Psicologia"

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L’insonnia è un disturbo del sonno che colpisce il 30% delle persone, soprattutto donne ed anziani. È caratterizzato da una persistente difficoltà di inizio, durata e mantenimento (o qualità) del sonno, che provoca, nel corso della giornata, irritabilità, cattivo umore, mancanza di attenzione o concentrazione e forte sonnolenza. L’insonnia può essere primaria, quando si presenta come un fatto indipendente da tutto il resto, o secondaria, quando invece è determinata da un altro disturbo di tipo medico o psichiatrico, come l’ansia o la depressione. Mentre nel primo caso è più frequente l’insonnia durante la notte, ovvero un sonno disturbato con frequenti rialzi notturni, nel secondo caso, è maggiormente presente un’insonnia ad inizio notte o i risvegli particolarmente precoci.

Un tipo frequente di insonnia primaria è l’insonnia psicofisiologica, che è caratterizzata da un circolo vizioso in cui probabilmente tutti, almeno una volta nella vita, siamo capitati. Questo tipo di insonnia insorge, ad esempio, a seguito di una occasionale notte insonne (per svariati motivi, dallo stress ad eventi ansiogeni del giorno dopo, al lutto, ad un trauma, a problemi di salute, ecc…). in questo caso si va a dormire pensando che un’altra notte in bianco non ci vorrebbe proprio perché all’indomani ci aspetta una giornata faticosa e quindi dobbiamo assolutamente riuscire a dormire. Questo tipo di pensiero, tuttavia, invece che favorire il sonno, attiva l’attenzione del soggetto proprio su quel tema ed invece di rilassarlo lo “accende”: la persona si sforza di dormire ma sforzandosi fa qualcosa, e dunque non si rilassa e rimane sveglio! Se non si interrompe questo circolo vizioso di insonnia, questa può diventare da occasionale a cronica.

Le cause dell’insonnia primaria, tuttavia, possono essere le più svariate perché questo è un disturbo di tipo “reattivo”, che quindi si palesa di fronte ad eventi stressanti o a situazioni dell’ambito psicosociale difficili, come problemi sul lavoro o la preoccupazione per la salute di un familiare, una separazione o in generale difficoltà nelle relazioni. Ma l’insonnia può essere causata anche dall’utilizzo del telefonino prima di coricarsi: è stato studiato che i telefonini emettono le cosiddette onde blu, ovvero una luce a breve lunghezza d’onda, che ritarda il rilascio di melatonina, rendendo così difficile l’addormentamento.

Alcune comuni patologie sono invece ritenute fattori di rischio o possibili cause di insonnia secondaria. L’ipertensione arteriosa o l’asma bronchiale, ad esempio, portano la persona a svegliarsi frequentemente durante la notte; oppure l’ulcera o l’artrite reumatoide possono causare difficoltà a prendere sonno.

Le conseguenze dell’insonnia possono essere molto gravi poiché vanno dal peggioramento della qualità della vita a stati psicologici alterati al possibile sviluppo di altre patologie fisiche: è stato studiato che le persone che dormono meno di 7 ore a notte hanno maggiori probabilità di avere alti valori della pressione sanguigna. Quando si soffre di insonnia, poi, si diventa meno capaci di gestire le emozioni, perché il cervello va in una sorta di “risparmio energetico” e si occupa di farci portare avanti solo le attività “più importanti”, non impiegando energie che non ha in aspetti meno importanti, come la gestione dell’emotività: è per questo che chi non dorme è così irritabile o di cattivo umore! Allo stesso tempo si hanno forti problemi di attenzione, memoria e concentrazione, che possono incidere nello studio o nel lavoro o in qualsiasi altra attività della vita di tutti i giorni.

Cosa fare dunque? Ciò che diventa problematico ed invalidante dell’insonnia è quando questa si protrae troppo nel tempo ed allora diviene fondamentale intervenire. In primis è necessario avere una buona “igiene del sonno”, ovvero rispettare gli stessi orari o le stesse abitudini e non intraprendere attività che “accendano” il cervello – e quindi limitare anche l’uso di dispositivi elettronici prima di coricarsi. Per fare questo e per essere guidati si può anche seguire un trattamento psicoterapeutico, che vada ad indagare quali sono le cause dell’insonnia, oppure si possono apprendere delle tecniche di training autogeno o di meditazione. In casi gravi, spesso molta gente ricorre all’uso di farmaci, ma bisogna sempre ricordarsi che questi creano assuefazione e dipendenza e che se non si capisce come mai la nostra mente non può prendersi un “break” si rischia di cronicizzare il disturbo.

Elena Cagnacci, psicologa e psicoterapeuta

Dott.ssa Elena Cagnacci  Psicologo – psicoterapeuta
Consulente tecnico d’ufficio del Tribunale di Velletri
Consulente di mediazione familiare
Via Gorizia 17 (Nettuno)