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PILLOLE DI PSICOLOGIA – Perché gli uomini vengono da Marte e le donne da Venere PARTE 2

Nuovo appuntamento con la rubrica "Pillole di Psicologia" a cura del dottoressa Elena Cagnacci che affronta le tematiche più importanti del settore e chiarirà i vostri dubbi. In questo articolo la seconda parte dell'articolo sulle differenze tra uomini e donne. Per inoltrare le vostre domande potere scrivere redazione@ilclandestinogiornale.it con oggetto “Pillole di Psicologia"

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Uomini e donne hanno un diverso modo di “funzionare”: percepiscono, agiscono ed hanno abilità strettamente connesse alla loro sessualità. Ma quali sono le sei differenze che fanno sì che i due vegano da pianeti diversi? Nella vita adulta ed in quella di coppia come influiscono queste differenze? Come contribuiscono ad esempio ad una vita di coppia felice piuttosto che infelice?

1. Emozioni/Obiettiviebbene sì, come dicevo nell’ultimo articolo le donne hanno un mondo emozionale che incide maggiormente sulla loro vita. Se c’è qualcosa che le preoccupa non possono fare a meno di pensarci e avranno bisogno di condividere quel pensiero con qualcuno. Gli uomini, al contrario, funzionano attraverso obiettivi concreti. Sono in grado di lasciare da parte gli aspetti emozionali se questi inficiano con il raggiungimento della meta.

2. Meta/PercorsoProprio in virtù del suo mondo emotivo la donna presta attenzione al percorso piuttosto che alla meta che per lei è ritenuta meno importante o quanto meno non fondamentaleÈ per questo che le donne si focalizzano o hanno più ricordi di un viaggio rispetto agli uomini, che invece tendono a memorizzare e riportare le destinazioni raggiunte.

3. Apprensione/Distaccoabbiamo detto che l’area relativa allo sviluppo dell’ansia e dell’apprensione negli uomini è più piccola di circa quattro volte rispetto alle donne. Per questo motivo e per l’amplificazione del mondo emotivo le donne non riescono a “scollegarsi” da alcuni aspetti della loro vita, come ad esempio tornare a lavoro dopo una gravidanza. Tra l’altro la donna è più suscettibile al senso di colpa poiché ha una visione più amplificata, globale ed empatica (pensa che il suo bambino soffra senza di lei!) mentre l’uomo ragiona maggiormente a “compartimenti stagni”, o in maniera più settoriale. In poche parole riesce a concentrarsi ad esempio nel suo lavoro senza sentire la “mancanza” del figlio appena nato ed essere poi un felice papà al suo rientro, buttandosi alle spalle la giornata lavorativa con più facilità della donna. In quel momento l’uomo è nel compartimento “papà” mentre in quello precedente era nel compartimento “lavoro”! 4. L’uomo ciclope e la donna polipoproprio in ragione del fatto che l’uomo funziona per compartimenti stagni e che ha bisogno di raggiungere un obiettivo per volta, questi ha anche maggiori difficoltà a svolgere più compiti contemporaneamente… è difficile allo stesso tempo vestire i bambini, pensare al proprio abbigliamento ed allo stesso tempo prevedere di mettere su un bucato! La donna invece, è in grado di svolgere tutto in contemporanea perché ognuna di queste attività implica un processo ed al contempo è mossa dall’apprensione di cui parlavamo prima, che le rende anche più difficile la delega, con la conseguenza di alti livelli di stress e di stanchezza… visto il dispendio di energie! 

5Tempo liberoquanto appena affermato ci porta ad un ulteriore distinzione, ovvero al fatto che per la donna può essere più difficile ritagliarsi del tempo libero senza preoccuparsi di ciò che non stanno facendo, di chi stanno “lasciando indietro” e dunque senza sentirsi in colpaAl contrario, all’uomo, teso al raggiungimento del suo obiettivo, questo risulta più facile: se deve fare un riposo pomeridiano o se la mattina ha bisogno di dormire potrà farlo anche se i bambini fanno rumore e fin tanto che non verrà “disturbato” dalla donna o da un impegno impellente. 

6. Esprimersi con l’altro/Tenersi tutto dentro: è un fatto risaputo che la donna abbia bisogno di parlare, di sviscerare le questioni che la turbano, di confrontarsi, di specchiarsi nell’altro. È in questo che lei trova le soluzioni: parlandone si aiuta a categorizzare, ad esplorare, a fare ordine ed in ultimo a risolvere. Anche in questo l’uomo presenta un funzionamento diverso. Per lui ha senso parlare una volta che abbia raggiunto, da solo, la soluzione; quando, in qualche modo, ha già capito come agirà ed in tal caso vorrà un confronto ma come ci è arrivato è un qualcosa che appartiene solo a lui. E a tal proposito la donna non si confronta in cerca di una soluzione, ma per poter condividere i suoi pensieri e le sue emozioni: cerca comprensioni, non soluzioni concrete! Questo è anche il motivo per cui sono un numero maggiore sia le psicologhe che le pazienti donne.

Le differenze che abbiamo visto ci aiutano a capire come mai nei conflitti di coppia spesso ci sembra di parlare una lingua diversa da quella del partner; tuttavia non possiamo affermare in maniera assoluta che funziona così a 360 gradi e che non c’è via d’uscita dagli aspetti biologici: anche se questi sono rilevanti è sempre vero che tutto è frutto di apprendimento, per cui uomini e donne, nonostante vengano da pianeti diversi possono sempre migliorare e crescere, giacché le volontà, l’impegno e la spinta al cambiamento dipendono dalle scelte personali.

Elena Cagnacci, psicologa e psicoterapeuta

Dott.ssa Elena Cagnacci  Psicologo – psicoterapeuta
Consulente tecnico d’ufficio del Tribunale di Velletri
Consulente di mediazione familiare
Via Gorizia 17 (Nettuno) tel 3498423141