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Coronavirus, i dati certi, gli allarmismi e i leoni (cafoni) da tastiera

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A partire dalla notizia data dal nostro giornale, dell’invio di un mezzo dello Spallanzani a Nettuno per prelevare una coppia di ragazzi di rientro da Codogno con l’influenza, per accertare il fatto che non ci fosse alcune pericolo di contagio da Coronavirus, è successo di tutto.
E fare chiarezza è importante. La notizia ha creato inevitabilmente allarme, a sorpresa abbiamo scoperto che lo Spallanzani non aveva avvertito nessuno a livello locale del possibile caso, né le autorità sanitarie, né il Comune né le forze di polizia. Quindi ogni dieci minuti sono stati pubblicati finti risultati dei ‘primi esami’ senza alcuna fondamento. Nella realtà i ragazzi di Nettuno hanno saputo solo pochi minuti prima del Sindaco di Nettuno l’esito degli esami subito comunicato ai cittadini. Si tratta di esami che necessitano di un’attesa piuttosto lunga e ieri quando c’era già chi sosteneva fosse tutto a posto, compreso il sito della Regione, ai ragazzi di Nettuno era appena stato fatto il primo tampone. Quindi, mentre ogni Ente e Istituzione, per il suo campo si dava da fare per circoscrivere una possibile emergenza, con un impegno lodevole, si è dovuto fronteggiare anche l’allarme scatenato sui social. Il delirio di chi accusava la stampa di allarmismo, di chi cercava notizie tranquillizzanti, di chi voleva essere confortato nell’ansia da catastrofe. Di chi puntava il dito contro tutti in cerca di verità. I leoni (o cafoni) da tastiera hanno trovato l’ambiente ideale per dire la loro. Toni maleducati, persone senza la grammatica elementare che si avventuravano nelle dinamiche della virologia, un dibattito inutile, fuorviante, dannoso pieno di dati completamente falsi.
Il nostro giornale, ci teniamo a sottolinearlo, ha cercato fonti dirette e certe per ogni notizia o dettaglio pubblicato, abbiamo fatto salti mortali per non inseguire le dicerie e alzato il telefono centinaia di volte per accertare ogni parola pubblicata, per non creare panico immotivato dando voce a chi ha cercato solo di aumentare il caos e senza neanche cercare di dare false speranze, senza avere dei dati certi da offrire ai lettori. Ma una cosa è importante dirla, la stampa deve essere corretta ma anche i lettori, i cittadini, devono fare la loro parte. Anche sui social, dove è facile cedere ai qualunquismi e offrire spettacoli indegni bisogna prestare attenzione a quello che si scrive o che si dice. Si può decidere di mettere a disposizione il proprio cervello, le conoscenze, l’educazione, il proprio cuore, per  sostenere qualcuno. Altrimenti la scelta del silenzio è d’oro.