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Sbarco, il Sindaco Coppola: “Ricordiamo la nostra storia, senza odio”

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Di seguito l’intervento completo del Sindaco della Città di Nettuno Alessandro Coppola in occasione della cerimonia per il 76esimo anniversario dello Sbarco Alleato di piazza Battisti.
 
Saluto le autorità Civili e Militari, il Sindaco di Anzio e i cittadini intervenuti a questa celebrazione.
Con particolare emozione oggi commemoriamo il 76° Anniversario dello Sbarco, avvenuto sul tratto di costa che interessa le due città di Nettuno e Anzio.
Proprio 76 anni fa le nostre spiagge furono teatro di uno dei più importanti sbarchi navali della seconda guerra mondiale un evento storico di portata fondamentale in quello che fu uno dei primi passi verso la pace e verso la nascita della Repubblica.
Erano le prime ore del mattino del  22 gennaio 1944, quando un convoglio di circa 400 navi di Alleati anglo americani arrivò sulle nostre coste. Si compiva allora quella passata alla storia come operazione “Shingle”, che coinvolse la quasi totalità della popolazione di Anzio e Nettuno, contando non poche vittime tra civili e militari. Le sofferenze immense dei nostri concittadini, di intere famiglie distrutte o colpite dalla guerra, dalla fame e dalla malattia, sono valse al Comune di Nettuno la medaglia d’oro al merito civile.
La vostra presenza qui, oggi, e i toni commemorativi di questa mattina di gennaio, sono uniti da un’unica grande volontà: quella di ricordare. Ed è su questo che vorrei soffermarmi, in un giorno che ci parla di storia vissuta, prima ancora che studiata.
La parola ricordare viene dal latino “recordari” da “cor – cordis” che vuol dire “cuore”. Per gli antichi il cuore era sede della memoria, ecco perché la parola ricordare  – nel suo significato più intimo di “riportare al cuore” – non può lasciarci indifferenti, soprattutto in giornate come questa.
Vogliamo avere memoria, vogliamo e dobbiamo “riportare al cuore”; dobbiamo farlo in nome di alcuni ideali imprescindibili sui quali si fonda il vivere comune, ideali di democrazia e pace senza i quali non ci sarebbe presente né tantomeno  futuro.
Il nostro impegno qui, oggi, è rivolto alla memoria del passato e alla volontà di trasmetterlo alle giovani generazioni, per questo ci impegniamo a portare avanti questi valori nelle scuole del nostro comune, ai nostri giovani che devono sapere cosa è accaduto per far si che non accada mai più. Perché la Pace va costruita ogni giorno, con l’impegno di ognuno di noi, nel fare il proprio dovere per vivere in una società che sia equa, solidale, che sia giusta e in grado di combattere contro ingiustizia e contro ogni dittatura.
Si comincia a ricordare proprio sui banchi di scuola, si impara a ricordare e ad avere memoria dell’odio che ha messo l’uno contro l’altro popoli, civili, militari, e soprattutto anime innocenti.
Perciò oggi noi siamo qui per ricordare e lo facciamo senza odio. Prendiamo questa pagina di storia, della nostra storia, e ci uniamo nel ricordo delle innumerevoli vittime della guerra, perché orrori simili non possano mai più ripetersi.