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Trovato con 4 kg di marijuana a Nettuno si difende: “Per uso personale”

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E’ stato arrestato a Nettuno con oltre 4 chili di “erba” in valigia, un 21enne pugliese che, dopo aver passato circa 4 giorni nel carcere di Velletri è tornato in Salento agli arresti domiciliari. Il ragazzo, al termine di un inseguimento per le strade di Nettuno, era stato fermato dalla Polizia che ha trovato nella sua valigia 4 chili e 360 grammi di marijuana, distribuiti in 8 buste di plastica. Nella stanza di un b&b a Monteroni, dove risulta domiciliato, invece, gli agenti del posto avevano trovato, sempre in una valigia, altri 5 chili e 300 grammi di “erba”. Il giudice Emiliano Picca ha convalidato l’arresto, concedendogli i domiciliari nonostante l’ardua difesa del ragazzo. Durante il confronto il 21enne ha spiegato che la droga era per uso personale e di averne acquistata in gran quantità solo perché il prezzo era conveniente; proprio per questa ragione ha ammesso di averne già acquistati altri 6 chili a novembre.

La versione dell’uso personale non ha convinto il gip che nell’ordinanza con la quale ha applicato la misura meno gravosa del carcere (in considerazione della giovane età e l’assenza di precedenti), non ha escluso contatti stabili da parte dell’indagato con ambienti della criminalità di più alto livello. Il 21enne era alla guida di uno scooter, in via delle Cinque Miglia, quando si è ritrovato alle spalle l’auto dei poliziotti che avevano intenzione di fermarlo insospettiti dall’alta velocità con la quale procedeva. Da qui è partito l’inseguimento finito tra le vie di Nettuno, ma il ragazzo sembrava aver avuto la meglio, riuscendo a scappare a piedi, dopo aver abbandonato il motociclo e un involucro di hashish in via Lago di Lucrino. Alla fine, però, non ha avuto scampo, perché uno degli agenti giunti in casa dell’intestatario dello scooter , un ragazzo del posto che ha dichiarato di aver subito il furto del mezzo ma di non averlo denunciato, ha notato il 21enne camminare accovacciato con una valigia sul muro di cinta dell’abitazione. Secondo gli investigatori, dalla quantità di stupefacente recuperato, si sarebbero potute ottenere oltre 17mila dosi.