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Donna disabile di Nettuno: “Odissea per andare da mio figlio al Gemelli”

Tutti i giorni parte da Nettuno per andare a trovare il figlio ricoverato al policlinico Gemelli da due mesi. Ma il viaggio quotidiano di Marilena Baraschi, disabile, si trasforma un’agonia. “Parto da Nettuno tutte le mattine e arrivo alla stazione Termini. Lì prendo un treno direzione Civitavecchia e scendo alla fermata San Pietro e fino a qui c’è assistenza”. Il problema è l’ultimo tratto del viaggio: “Prendo il treno della linea FM3 Roma-Viterbo e scendo alla fermata ‘Gemelli’, che arriva in galleria e poi ci sono due piani da risalire, da qui non c’è più assistenza – denuncia la mamma all’agenzia Dire – gli ascensori non funzionano. Le scale mobili non posso prenderle, perchè non riesco a stare in equilibrio. Ho una lesione al midollo che mi paralizza tutta la parte destra del corpo e cammino solo con la gamba sinistra. Il problema è l’ascensore”. Sono due mesi “che viaggio con il treno e almeno una volta a settimana tutti e due gli ascensori del binario 1 e 2 non funzionano. Da una settimana, invece, sono rotti entrambi. È un’avventura tutti i giorni, non si sa mai se questi ascensori funzionano oppure no”. Una denuncia a cui si spera qualcuno possa dare ascolto per risolvere un problema serio.

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