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I 5 stelle di Nettuno si dissociano dalla Lombardi: mai con il Pd in Regione

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Mauro Rizzo e Luigi Carandente

Gli attivisti 5S di Nettuno, appartenenti alle diverse categorie d’iniziativa socio-culturale e amministrativa territoriale, si riconoscono in pieno nei temi e nella sostanza del comunicato condiviso di recente dagli altri MU laziali, relativamente alle ultime vicissitudini di governo e gestione regionale.
Dopo averne lungamente discusso, teniamo a richiamare due componenti per noi significative che, purtroppo, hanno prodotto incertezze nell’interpretazione politica e uno sforzo di chiarificazione verso i nostri sostenitori.

Il primo fattore di riflessione assunto è quello relativo alla decisione di andare “a nozze” col Pd nella regione umbra. Farlo dopo una votazione, seppur democratica, su Rousseau è una scelta che non abbiamo condiviso. Riteniamo, infatti, che nessuno meglio degli attivisti umbri possa conoscere le vicende e gli elementi di caratterizzazione della politica territoriale ed i rapporti, a volte aspri, con il Pd. Far votare gli Attivisti Italiani in maniera complessiva su un tema di carattere regionale – considerata la natura localizzata della competizione elettorale – non ci è sembrata una forma di rispetto nei confronti degli attivisti umbri.

Riteniamo inoltre che tale occasione abbia creato un pericoloso precedente e, quali attivisti e portavoce del comparto regionale del Lazio, non gradiremmo analogo trattamento, il cui indirizzo è volto ad incidere su future scelte di strategia politica, attraverso risoluzioni adottate in modo generalistico da Attivisti che non hanno (per ovvi motivi) il polso della situazione locale.

Consideriamo con cautela l’opportunità di adottare approcci di condivisione sostanziale con componenti politiche distinte dall’identità originaria del M5S, ritenendo necessaria una valutazione effettiva dell’azione di governo ad opera del Pd che, se cambiato, comporta un’assunzione di modalità rispettose delle reciproche posizioni e indirizzi programmatici.

Per quanto riguarda poi la proposta della nostra portavoce Lombardi, dai toni accesi e con riferimenti all’auspicabile o, quantomeno, possibile convergenza di temi ed unione comune di sforzi con il Pd in Regione Lazio, diciamo chiaramente e con robusta fermezza che, dal canto nostro, in una Regione così martoriata dalla ‘gestione Zingaretti’, in molti campi, si prospetta analoga condizione per i settori cruciali dell’amministrazione regionale, fra cui appaiono manifeste le criticità di sanità ed ambiente ove non c’è stato, non c’è e non ci sarà margine di manovra.
Non ci sarà neanche qualora raccomandazioni e rassicurazioni possibili dovessero provenire da una nostra esponente in Regione.

Non dimentichiamo fatti poco confortanti come le consulenze, l’assunzione della moglie di Palamara ed altre vicende di malaffare e del noto sistema dei ‘colletti bianchi’.

Siamo ai tavoli di lavoro regionali perché teniamo conto dell’importanza del lavoro svolto e ancora da svolgere a favore dei cittadini laziali.

Data la nostra naturale propensione a rendere onore ad una ricerca concreta di verità e di azione fattiva ed onesta, non possiamo fare a meno di esprimere il nostro rammarico per come stanno volgendo gli eventi, considerato il ruolo di prima linea svolto sui nostri territori, di cui abbiamo il polso senza che ci vengano risparmiati i malumori, non solo della base, ma soprattutto degli elettori, tutti concordi sul fatto che nel Lazio il Movimento a 5 Stelle è alternativo al Pd: lo è sempre stato.

Solo chi è in malafede potrà mettere sullo stesso livello della dimensione locale un percorso intrapreso – obtorto collo – a livello nazionale.

Siamo sempre dell’avviso che le persone vengano prima di tutto; perciò non escludiamo a priori l’adozione di percorsi, a diversi livelli, da concertare con componenti politiche di varia estrazione, in quanto è riduttivo e oltremodo irrispettoso il criterio di porre etichette definitive per ragioni di fede politica: non è etico, non ci appartiene…

Sulla vicenda attuale in Regione Lazio, è quindi chiaro il nostro dissenso..: abbiamo già avuto modo di conoscere i protagonisti delle contorte e controverse vicissitudini regionali e possiamo tranquillamente pronunciare, a gran voce, il nostro ‘Not in my name’

Attivisti e portavoce del Movimento 5 Stelle di Nettuno
Mauro Rizzo
Luigi Carandente