Home Cronaca Omicidio Gloria Pompili, chiesti 60 anni di carcere per gli assassini

Omicidio Gloria Pompili, chiesti 60 anni di carcere per gli assassini

676
Gloria Pompili

Sessanta anni di carcere per tre imputati del terribile omicidio di Gloria Pompili, la giovane prostituta pestata a sangue dai suoi aguzzini, tra cui la cugina e il compagno di lei, che lavoravano in una frutteria a Nettuno. A tanto ammontano, in totale, le richieste di condanna fatte dal pm Carlo Lasperanza al termine della sua requisitoria nel processo per l’omicidio di Gloria Pompili, la 23enne di Frosinone costretta a prostituirsi tra Anzio e Nettuno e poi massacrata di botte sotto gli occhi dei figli di 3 e 5 anni. Era il 23 agosto 2017 quando, su una piazzola di sosta della Monti Lepini, nel Comune di Prossedi, la giovane spirò a causa del pestaggio subito poco tempo prima proprio a Nettuno. A finire accusati di omicidio sono stati la cugina della vittima, Loide Del Prete, 40 anni, e il compagno della 40enne, Saad Mohammed Elesh Salem, di 24 anni, di nazionalità egiziana, entrambi arrestati a distanza di un mese dal delitto. Imputato solo per maltrattamenti e sfruttamento della prostituzione invece il marito di Gloria, fratello di Elesh, Mohamed Mohamed Hady Saad, di 29 anni. Gloria Pompili, dal mese di febbraio 2006, sarebbe stata fatta prostituire dai parenti nella sua abitazione, sull’asse attrezzato di Frosinone e a Nettuno, sulla Nettunense. E proprio rientrando a Frosinone dal litorale romano, giunta nel territorio del Comune di Prossedi, la giovane morì. Nel corso del processo la ex padrona di casa della 23enne ha anche raccontato che un giorno vide i due figli piccoli della ragazza chiusi in una gabbia legata con una fune e lasciata penzolare dal balcone. Una situazione di profondo degrado umano e sociale. Il pm Lasperanza ha chiesto condanne a 24 anni di reclusione per Loide Del Prete e Saad, puntando per i due anche a ulteriori tre anni di libertà vigilata, e a 12 anni per Hady. Il prossimo 11 ottobre inizieranno le arringhe delle difese. La sentenza è ormai vicina. Ma nessuna pena sembra adeguata per la bestialità di queste persone, capaci di uccidere una ragazze a botte davanti ai figli minori.