Home Cronaca Antenne selvagge ad Anzio, l’assessore Mazzi: “Abbatteremo gli impianti”

Antenne selvagge ad Anzio, l’assessore Mazzi: “Abbatteremo gli impianti”

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L’assessore Mazzi

In consiglio comunale ieri ad Anzio, rispondendo all’interrogazione presentata dal consigliere 5 stelle Alessio Guain sulle antenne in merito a due impianti spuntati uno a Lavinio e l’altro allo Zodiaco, l’assessore Gianluca Mazzi ha ricostruito l’iter delle verifiche e dei controlli e annunciato l’abbattimento di entrambi gli impianti.
“Sull’impianto dello Zodiaco – ha detto l’assessore Mazzi – la società che ha realizzato l’impianto ha presentato una Scia in Comune ma ha realizzato la struttura in 48 ore, molto prima dei tempi tecnici di controllo dell’Amministrazione. La Scia avrebbe avuto esito negativo, perché l’antenna si trova vicino ad un parco sportivo e perché non risponde al nuovo regolamento del Comune di Anzio, per questo è da considerarsi abusiva. Non solo. L’indicazione dell’Amministrazione è che i gestori devono chiedere formalmente al comune se può mettere a disposizione uffici pubblici per gli impianti. In questo caso non è stato fatto. Gli uffici hanno quindi inviato al gestore titolare dell’impianto, un’ordinanza di demolizione. Ora hanno tempo 90 giorni per smontare l’impianto prima che lo faccia il comune. Per quello che riguarda invece l’antenna alla stazione di Lavinio in prossimità della scuola Virgilio, che non è stata mai attivata, a settembre era pendente il ricorso al Tar del gestore a cui era stato ‘sospeso’ l’impianto sempre dal comune. Il gestore, a fronte dell’azione legale del Comune, ha ritirato il ricorso e sta collaborando con il comune per individuare una nuova collocazione dell’impianto di ripetizione a termini di regolamento. Il Comune infine – spiega Mazzi – ha scritto a tutti i gestori di telefonia chiedendo loro il piano di sviluppo sul territorio di Anzio, per valutare fin da ora le collocazioni più idonee. Di fatto un piano antenne che sia organico e non vada a toccare punti sensibili. Ribadisco che saranno sempre privilegiate le aree pubbliche e gli edifici comunali in modo che, eventuali introiti derivanti dall’installazione, siano a disposizione del comune e della collettività e non dei singoli cittadini”.