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Donato un polisonnigrafo al reparto di Pediatria dell’ospedale di Anzio

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“Siamo arrivati alla meta e siamo riusciti a donare il Polissonigrafo al reparto pediatria di Anzio, vorrei ringraziare tutti gli amici, perché insieme siamo riusciti a realizzare questo dono in memoria di Silvia Capasso. Grazie di cuore”. Con queste parole Maria Teresa Barone di Oltremente onlus annuncia la donazione del Polisonnigrafo all’Ospedale Riuniti. Un vero regalo di Ferragosto per l’ospedale che in questi anni ha potuto contare sul sostegno di cittadini e associazioni che hanno compensato lo scarso impegno della Asl nel dotare la struttura locale di macchinari sia di utilizzo comune che specifici.

Cos’è il polisonnigrafo
È uno strumento che serve a controllare il sonno del bambino durante la notte e verificare se ci sono disturbi respiratori, cardiologici o neurologici. Da qui il titolo “Facciamoli sognare”, dato che l’esame si svolge proprio mentre il bambino dorme.
Per quali disturbi si usa
Diagnosi e terapia del bambino, anche nel primo anno di età, con sindrome delle apnee ostruttive nel sonno, che sono la principale causa della morte in culla.
Le complicanze delle apnee del sonno, inoltre, a lungo possono portare a problemi di due tipi. Quelli neurocognitivi (la breve ma frequente mancanza di ossigeno porta il bambino ad avere un rendimento scolastico inferiore) e quelli cardiovascolari (soprattutto nel bambino obeso c’è un peggioramento dell’ipertensione). La polissonigrafia, inoltre, è obbligatoria per i bambini con sospetto disturbo del movimento degli arti (sindrome delle gambe senza riposo) e indicata come parte della valutazione per sospetta narcolessia e ha insieme lo scopo di identificare la tendenza all’addormentamento del soggetto in orari in cui dovrebbe essere vigile.
Quando il disturbo respiratorio è evidente, la polissonigrafia è indicata per la valutazione clinica delle apnee ostruttive in sonno, inoltre si svolge dopo interventi di chirurgia adenotonsillare e viene usata per valutare come obesità e anomalie cranio-facciali possono ostacolano le vie respiratorie superiori, oltre a valutare disturbi neurologici (ad esempio, sindrome di Down, sindrome di Prader-Willi, e mielomeningocele).