Home Cultura e Spettacolo Tre grandi sportivi italiani raccontati da Luca Argentero a Villa Adele

Tre grandi sportivi italiani raccontati da Luca Argentero a Villa Adele

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Di Mirko Piersanti

È stato il noto attore Luca Argentero ad aprire ufficialmente la stagione al nuovo teatro all’aperto di Villa Adele di Anzio. Un appuntamento di spessore a cui molte persone non hanno voluto di certo mancare, in questa serata speciale era presente anche l’assessore anziate Valentina Salsedo. “In questo splendido teatro, questa sera, iniziano i grandi eventi di AnzioEstateBlu – ha affermato Valentina Salsedo – un programma di altissimo livello, con i grandi nomi della musica e del teatro protagonisti ad Anzio”. Nel suo spettacolo, intitolato “È questa la vita che sognavo da bambino?”, Argentero ha raccontato le storie di tre grandi personaggi che sono rimasti nel cuore degli italiani per le proprie imprese ardue e memorabili, ovvero: Luisin Malabrocca, Walter Bonatti e Alberto Tomba, tre sportivi unici che hanno fatto sognare, tifare, e commuovere intere generazioni. Malabrocca, noto ciclista per aver indossato la famosa “maglia nera” al Giro d’Italia, è stato colui che era riuscito a far parlare di sé per il solo fatto che arrivava ultimo alle corse, e per questo riceveva tanto sostegno e tanta solidarietà da tutti i tifosi e cittadini italiani. Paradossalmenteattirò anche l’attenzione addirittura di alcuni sponsor e in poco tempo entro nel cuore di tutti gli italiani. “Si ferma il Festival di Sanremo, si fermano le lezioni nelle scuole, si ferma l’Italia, per le discese dello sciatore bolognese che ha fatto la storia dello sci mondiale”. Così Luca Argenteroha introdotto la storia di un altro grande dello sport italiano, Alberto Tomba. Tomba è stato uno dei migliori sportivi della nostra nazione; per lui parla un curriculum costituito da 50 vittorie nella coppa del mondo, oltre a tanti altri podi e medaglie conquistate nelle più importanti competizioni nazionali e internazionali. Un uomo che non si è fermato davanti a niente, ogni sfida non rappresentava un ostacolo per lo sciatore italiano ma solo una nuova occasione per dimostrare la sua bravura e la sua tenacia. Le sue vittorie sono diventate con il tempo una leggenda e rimangono ancora incise nel cuore di molti italiani. Il soprannome “Tomba la Bomba” non gli è stato certo attribuito in modo casuale, tutti i tifosi lo chiamavano così proprio perché impressionava per il suo modo aggressivo di competere in ogni gara. Infine un altro personaggio mai dimenticato dagli italiani è stato Walter Bonatti, importante alpinista italiano. Già noto per le sue scalate in molte parti del mondo, il nome di Bonatti entrò nei libri di storia perchè aveva compiuto l’impresa più importante della storia dell’alpinismo mondiale, un’impresa che nessuno fino ad allora aveva mai osato fare o progettare: la scalata al K2. La montagna più alta del mondo e la più pericolosa per ogni scalatore, nessuno ha mai avuto il coraggio di scalare questo autentico mostro della natura. Bonatti invece sì, nonostante la difficoltà dell’impresa e le temperature gelide riuscì nel suo intento, eppure nel corso degli anni anziché elogi, subì soltanto calunnie e diffamazioni. Nessuno sembrava riconoscere quello che di straordinario l’alpinista italiano aveva fatto, e come aveva raccontato in un’intervista “quella notte del 1954, sul K2, io dovevo morire…”. Soltanto 50 anni dopo, a Bonatti gli verrà riconosciuta l’audacia e il merito di aver intrapreso una missione senza precedenti. Il pubblico ha salutato Argentero con un caloroso applauso, una conferma che lo spettacolo è stato apprezzato soprattutto al popolare attore va riconosciuto il merito di aver raccontato storie di tre sportivi italiani che non mai conosciuto nel proprio vocabolario la parola impossibile.