Home Cultura e Spettacolo Il regista Carlo Cotti ricorda l’attrice e amica scomparsa Valentina Cortese

Il regista Carlo Cotti ricorda l’attrice e amica scomparsa Valentina Cortese

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In attesa di dare notizie sulla mia professione – sempre in attività – lo dirò a fatti avvenuti non in divenire… non so il perché, non sono scaramantico, ma ci credo, si bloccano.

Ringrazio la Redazione de “ Il Clandestino “ per l’ospitalità, ricordando Valentina Cortese, teatro cinema televisione, sicuramente molti giovani non conosceranno Valentina vale, come la chiamavo io, ha segnato le mie tappe come aiuto regista e poi come regista in “Fratello Sorella Luna” di Franco Zeffirelli “L’assassino di Trotsky” di Joseph Losey, con Richard Burton, Alain Delon , Romy Schneider e Valentina Cortese, era il 1972.

Nel 1973-74 debuttai come regista documentarista, e Valentina, diede Voce al testo di Riccardo Bacchelli per il mio documentario “Feste e Teatro a Sabbioneta e Mantova” con Pasqualino de Santis come direttore della fotografia, premio Oscar per Romeo e Giulietta, di Franco Zeffirelli. La generosità di Vale, il compenso che era di trecento mila lire, lo diede all’istituto dei Tumori di Milano.

Chi volesse vedere il filmato lo trova sulla mia pagina Facebook.

L’amicizia con Vale, iniziò, quando io curioso della Vita, non di pettegolezzi, mi portò a scoprire il Vero teatro, e grazie a lei, seguii quasi tutte le prove al Piccolo Teatro di Milano del cekoviano “Il Giardino dei Ciliegi” per la regia di Giorgio Strehler, che ieri sera, 10 luglio è stato trasmesso da Rai 5. Come dicevo ai ragazzi de “Noi allo specchio- Liceo Artistico Picasso-Anzio” IL TEATRO APRE LA MENTE, leggere Cechov, Pirandello. Shakespeare e tanti altri Autori, non c’è che l’imbarazzo della scelta, E’ VITA. Con Valentina, Wally Toscanini, la figlia prediletta del Maestro Arturo Toscanini, in gite fuori porta, nel Pavese, da chi aveva acquistato l’azienda dei miei, adoravano mangiare pane salame nostrano e molte domeniche chiedevano la “cassola”, i miei erano felici con loro mio fratello Agostino, per il quale, Vale aveva un adorazione. Poi tante Prime al teatro alla Scala e quando fu candidata al Premio Oscar come Attrice non Protagonista, per Effetto Notte di Truffaut, mi dedicò la fotografia, con Lilian Gish, dicendo: al mio prossimo regista… eh si anche questo mio progetto non si realizzò. Poco importa. Conta l’Amicizia. Io barbuto sul set de “La traviata” il film opera di Franco Zeffirelli, se tornai a collaborare con Franco come suo collaboratore,  lo devo anche alle insistenze di Vale Valentina. Il suo arrivo, inaspettato alla Prima a Milano del mio spettacolo “Serata d’Onore per Nino Rota” e le telefonate, cadenzate, ad ogni mese, e lei sempre sorridente sempre piena d consigli, e una lacrima la versammo insieme, quando parlammo di Jackie suo figlio che “non c’era più”.

E quando, dopo La Traviata Franco Zeffirelli iniziò le prove a Cinecittà nel teatro 5 di “Maria Stuarda” con Valentina Cortese, Rossella Falk e da quelle prove nacque il mio Special per Mixer Rai 2, “Franco Zeffirelli fra teatro e cinema” – sulla mia pagina Facebook lo trovate. Un anno fra La Traviata, film alla Prima del Teatro dell’Opera di Roma, e Maria Stuarda, tragedia alla Prima del Teatro La Pergola di Firenze.

Date, volti che si sommano, una Vita, Milano, campagna Pavese, Roma, Firenze, Positano, Venezia.

Quando nel 2012, decisi di vivere a Nettuno, le telefonai, sembrò contrariata, poi   concluse con “Cottino, io ti aspetto sempre a Milano, per il momento salutami il mare di Nettuno, il Mare non so se lo vedrò più”. Questo terminare delle nostre conversazioni lo è stato per tutti questi anni, fino al  1 gennaio2019, giorno del suo compleanno. Ciao Vale Valentina, non ci sei più, ma ci sei, il Cottino.

Carlo Cotti