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Chiudono i centri analisi ad Anzio e Nettuno, i prelievi inviati tutti a Roma e Latina

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L'ingresso dell'Ospedale di Anzio e Nettuno

E’ del 2014 un Decreto, rimasto in sospeso fino ad oggi, che prevede l’accesso coronamento dei centri di analisi del sangue della Asl. Un accorpamento che, secondo il parere di esperti e medici, penalizza fortemente la Asl Roma 6 che non avrà un laboratorio di riferimento e dovrà dividere i suoi prelievi tra Roma e Latina. Una situazione considerata grave da alcuni, sia per l’impossibilità di avere risposte tempestive, sia perché il materiale soggetto a lunghi spostamenti, al traffico e alle temperature, può essere alterato irrimediabilmente.

Una polemica già sollevata in passato quella dei centri analisi, a cui non è stata trovata alcuna valida soluzione. Dopo le polemiche e dopo il nuovo Ospedale dei Castelli aperto di recente, nato con il progetto di un laboratorio stupendo, oggi la struttura è già depotenziata e sono rimaste operative solo le urgenze. La Direzione Asl diceva che avrebbe fatto l’impossibile per aprire proprio presso il nuovo ospedale un vero e proprio Hub che avrebbe potuto essere una soluzione valida e vicina anche per Anzio e Nettuno. Di fatto, invece, c’è stato un accordo con Roma 2 per concentrare tutti i prelievi al Pertini e al Sant’Eugenio. Non solo tutti e due su Roma 2, due Hub grandi nello stesso territorio e nella Asl Roma 6 neanche uno ennesimo atto di scarsa considerazione della Direzione generale Asl per un territorio che sembra avere meno diritti degli altri. Una situazione assurda che, tra l’altro, certamente non comporta risparmi. Ora i campioni si sangue sono costretti a lunghi viaggi. Le apprensioni già manifestate da alcuni sindaci e dagli utenti sono state respinte al mittente dal Dirigente Narciso Mostrarda che minimizza dicendo che per gli utenti non cambierà nulla, saranno solo i campioni a spostarsi conservati con mezzi all’avanguardia. Resta sorprendete che costi meno avere autisti che ogni giorno fanno migliaia di chilometri per portare il sangue in centri a oltre 60 km piuttosto che attrezzare un laboratorio interno.

Da luglio anche Anzio sarà costretta a questo protocollo ed è inutile dire che quello che temono gli esperti della materia è che la qualità di alcune analisi verrà persa nel trasporto, che i malati oncologici non avranno più la possibilità di avere l’emocromo entro le 11 come è sempre accaduto fino ad oggi, della stessa giornata del prelievo come anche quelli che eseguono l’INR e che i costi del servizio non solo non verranno tagliati ma lieviteranno visto che serviranno più mezzi per il trasporto con autisti e che si dovrà pagare il 2% per le analisi inviate. Inoltre i pazienti ricoverati avranno solo le analisi urgenti ma tutto il resto dovrà essere inviato al sant’Eugenio. Infine, il nuovissimo Ospedale dei Castelli sarà un ospedale monco visto che non avrà un laboratorio adeguato alle esigenze dei clinici.