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In 30 si auto sospendono dal Pd di Anzio: “No al suicidio politico”

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I dissidenti del Pd di Anzio

Una decina circa di iscritti al Partito democratico di Anzio lo scorso mercoledì, in rappresentanza di circa 30 iscritti alla formazione politica di centrosinistra guidata a livello nazionale da Nicola Zingaretti, hanno annunciato l’autosospensione dal Partito per protestare contro una segreteria assente e silente, rispetto ai grandi problemi della città e a quelli del partito, rappresentata da Gabriele Federici ancora alla guida della formazione dopo una mozione di sfiducia in cui si è salvato votanto per se stesso. L’annuncio in un incontro con la stampa in cui hanno parlato di un “ragionamento travagliato e sofferto”, di una decisione difficilissima legata al fatto che il partito da oltre un anno, e dopo il risultato alle urne peggiore di sempre, non si riunisce più, non è più una comunità, e non ha una linea politica di alcun genere. Una formazione politica che – dicono i dissidenti – al momento vale davvero pochissimo in termini di risocntro cittadino e che sembra essere guidata in direzione di un… “suicidio” non assistito. Dopo aver tentato invano di avviare il discorso sulla crisi del partito all’interno della formazione politica, con apposite riunioni e discussioni, dopo essere stati chiusi fuori dalla sede, dopo aver chiamato senza esito apprezzabile i vertici provinciali, tutto è rimasto invariato. Ogni richiesta sulla vicenda è rimasta lettera morta. “Il partito è in stallo completo – hanno detto i delegati all’unisono – non si riunisce più da tempo immemore e non ha una posizione politica su nulla. non si esprime sul piano particolareggiato del centro, sul Bando a Lido dei Pini sostiene convintamente la maggioranza, ha due consiglieri che si sono querelati ed esprimo due posiioni politiche all’antitesi. Con questo gesto – sottolineano – vogliamo prendere le distanze dalla direzione del Pd che sta diventando imbarazzante. Da 12 mesi la voce del partito è affidata a due consiglieri che si fanno la guerra e su questo fatto cosa dice il Segretario? Cosa dice sull’urbanistica, cosa dice alla rimozione del presidente della commissione di garanzia? Solo quest’ultimo è un atto gravissimo e ancor più grave sarebbe se davvero si sta pensando a sostituire la Pollastrini con la Marracino. In tutot questo il Pd resta in silenzio. Rispetto ad un Appello ai vertici Pd per dire qualcosa il segretario non è pervenuto Noi – hanno concluso – non saremo complici ne testimoni di questo suicidio. Diciamo no alla politica imbarazzante di un segretario silente. Diciamo no alla barzelletta di un consigliere comunale che fa politica attaccato al telefono con il marito”. Aggiungiamo che di fronte all’incredibile gestione della segreteria locale, che ha avviato una china discendente irreversibile dal momento in cui ha tolto le chiavi della sede agli storici iscritti, si aggiunge anche una cecità e un’incapacità di affrontare la situazione da parte della segreteria provinciale. Al silenzio di federici fa eco quello di Rocco maugliani, già pessimo gestore della crisi del Pd di Nettuno che continua con la politica del ‘fare finta di nulla’. Ad Anzio il Pd è ormai ridotto ai minimi termini, meno che resoduale, non in grado di esprimere una porposta politica condivisa. Magari non sarà una formazione di ‘interesse’ per i delegati della Capitale, ma lo stato di abbandono di fatto resta ingiustificabile.