Home Politica Passaggio a Fratelli d’Italia, la Cafà e Palomba fanno un passo indietro

Passaggio a Fratelli d’Italia, la Cafà e Palomba fanno un passo indietro

"Siamo qui a cercare di spiegare le logiche che hanno portato questi due gruppi civici ad aderire ad un Partito strutturato come Fratelli d’Italia

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Roberto Palomba

“Siamo qui a cercare di spiegare le logiche che hanno portato questi due gruppi civici ad aderire ad un Partito strutturato come Fratelli d’Italia, condividendo nel contempo la linea scelta dal consigliere Cinzia Galasso proveniente dalla Lega”. Lo scrivono in una nota stampa i consiglieri Roberta Cafà e Roberto Palomba, entrambi candidati a Sindaco alle ultime elezioni.

“Pur potendo trasparire in maniera erronea come una logica di comodo e di poltrona, passare in maggioranza, dopo aver dipinto l’attuale amministraziione come rimpasto dei soliti noti, vorremmo chiarire in maniera per quanto possibile comprensibile le nostre posizioni e la realtà dei fatti nel nostro passaggio. Reputando più costruttivo supportare l’Amministrazione per quanto concerne quella parte di programma che ci è comune o quantomeno riteniamo, possa essere positiva per la nostra città. Tutto ciò è stato letto e comunque strumentalizzato (come spesso avviene) come fosse una corsa ad occupare chissà quale incarico o postazione di comando, cosa che nei fatti non è.

Tant’è vero che nulla, e ribadiamo nulla, è stato chiesto in cambio per questo supporto al partito. Questo al fine di chiarire il solo apparentemente inspiegabile passaggio. Ringraziamo il Sindaco Candido De Angelis per aver apprezzato la nostra entrata in FdI, ma alla luce degli attuali accadimenti, dove un partito non difende l’espressione del popolo espressa nelle urne, accettando la rimozione di un suo assessore siamo perplessi nel proseguire questo cammino con FdI, in quanto questi accadimenti potrebbero essere reiterati, non tutelando l’espressione democratica dei cittadini. A  questo punto rimaniamo sulle nostre posizioni in attesa di un chiarimento con i vertici del partito”.