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Viaggio tra le pagine del tempo nella Biblioteca della Villa Neroniana

Chiara Della Valle (1981) è docente di Lettere a tempo indeterminato presso l’Istituto Comprensivo “Giacomo Matteotti” di Aprilia. Si è laureata col massimo dei voti in Conservazione dei Beni Culturali – Indirizzo Archeologico. Da anni si occupa di storia e archeologia, con riferimento particolare alle regioni Lazio e Campania e dell’organizzazione di progetti e corsi di formazione, rivolto a insegnanti e alunni, sia in qualità di referente che di relatrice e docente formatore. Ha conseguito master e corsi di perfezionamento inerenti il Restauro dei beni storici e culturali. Ha partecipato a diverse campagne di ricognizione e scavo archeologico. Ha pubblicato vari articoli di carattere scientifico e tenuto una serie di conferenze, nell’ambito del corso di formazione AGRICULTURE.

La sua conferenza, che si terrà giovedì 28 febbraio dalle 16,30 alle 18,30 presso la Casa Comunale di Villa Sarsina ad Anzio, si intitola “Viaggio tra le pagine del tempo attraverso la biblioteca della villa neroniana di Anzio”. Il suo discorso si basa su dati storico-archeologici, fonti antiche e iconografiche ed ha lo scopo di far rivivere le fasi storiche della villa imperiale di Anzio, attraverso alcuni dei suoi ambienti, in parte, ancora da scoprire fino in fondo, come la cosiddetta “biblioteca”, segno di uno stile di vita raffinato e acculturato.

Antium, punto strategico per i traffici commerciali fin dall’antichità, è diventata, tra epoca repubblicana e epoca imperiale, luogo di villeggiatura per molti membri dell’elitè romana e delle famiglie imperiali. Le loro ville erano totalmente dedicate all’”otium” che, contrariamente al concetto di ozio moderno, includeva tutte quelle attività lontane dalla vita politica e amministrativa, come la poesia, la scrittura, la pittura, la recitazione, la lettura. E non c’era niente di meglio, all’epoca, che, perdersi con la mente, in un rotolo di papiro, in una pergamena o nel loro sfrenato collezionismo. Rispetto ad oggi, la lettura e lo studio dei testi antichi avevano una grande importanza per la formazione civica e personale di un cittadino romano di una certa classe sociale. Anche gli imperatori ne erano consapevoli, per questo ingaggiavano un’equipe di professionisti specializzati nella copiatura, incollatura e catalogazione dei testi. Tutto questo avveniva anche nella villa imperiale di Anzio: forse già con Augusto, Nerone, ma soprattutto con Adriano. La testimonianza scritta di Filostrato, ospite ad Anzio, all’epoca di Adriano, conferma la bellezza estetica e l’elevata disponibilità di testi della biblioteca imperiale.

RESTI DELLA COSIDDETTA BIBLIOTECA, VISTI DALLA SPIAGGIA

Pertanto, le biblioteche, oltre ad essere i centri di circolazione e fruizione del sapere, rappresentavano i luoghi di conservazione del passato, di cui i nobili romani andavano particolarmente fieri, perché si consideravano discendenti, tramite le loro gens, di antenati dalle gesta eroiche, ricordate e celebrate nei testi che custodivano tanto gelosamente nelle loro apposite biblioteche.