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Sala Bro al Porto di Nettuno, il Comune ordina la chiusura entro 30 giorni

Il Comune di Nettuno ha emesso un'ordinanza dirigenziale per imporre al titolare della Soc. Bro S.r.l.s. proprietario dell’attività commerciale

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L'ingresso del Porto Marina di Nettuno

Il Comune di Nettuno ha emesso un’ordinanza dirigenziale per imporre al titolare della Soc. Bro S.r.l.s. proprietario dell’attività commerciale presso il Porto Turistico di Nettuno Box 7A, la chiusura entro 30 giorni dalla notifica del presente atto in quanto carente dell’autorizzazione ex art.45 bis del Cod. Navigazione, necessaria ai fini del legittimo esercizio dell’attività. L’ordinanza prevede la notifica del provvedimento al diretto interessato ma anche al Comando di Polizia Locale, alla Capitaneria di Porto, Regione Lazio, al Dirigente dell’Ufficio Tecnico, alla Questura ed al Comando Carabinieri e avverte che “l’inottemperanza alla presente costituisce reato punito ai sensi dell’articolo 650 C.P. e che contro il presente provvedimento può essere presentato ricorso entro 60 gg. dalla notifica, al Tribunale amministrativo regionale. La storia della Sala Bro, chiusa già divers volte, inizia nel 2016 con la richiesta del legale rappresentante della società che con una Scia comunicava l’inizio attività di commercio di dolciumi e giochi intrattenimento bambini all’interno del Box 7A ricadenti all’interno del centro commerciale della Marina di Nettuno. Successivamente la Marina di Nettuno C.N. S.P.A. comunicava l’elenco delle attività autorizzate ai sensi dell’art. 45 bis del Codice della Navigazione ed è emerso che l’attività oggetto della presente ordinanza è priva di tale autorizzazione. Con comunicazione del 6 dicembre 2018, notificata in data 31 dicembre, veniva avviato il procedimento teso alla verifica del possesso della autorizzazione demaniale ex art. 45 bis codice della navigazione. Il 10 gennaio 2019 venivano consegnate memorie difensive avverso l’avvio del procedimento amministrativo prot. 68091 del 06/12/2018; dall’analisi della memoria difensiva non emerge alcun elemento che giustifichi il prosieguo dell’attività commerciale in assenza di autorizzazione rilasciata dalla Regione Lazio ai sensi dell’art. 45 Bis del Codice della Navigazione; in particolare, le memorie presentate enunciano concetti giuridici già sostenuti avverso il procedimento di interruzione di altra ordinanza di chiusura nella medesima situazione, per la quale il TAR Lazio, sede di Roma, non ha concesso la tutela cautelare, ritenendo evidentemente infondate le tesi addotte dall’interessato. Con nota prot.51372 del 13/09/2018 pervenuta dalla Regione Lazio – Direzione Regionale Infrastrutture e Mobilità – Area Trasporto marittimo, Infrastrutture Portuali e Logistiche – ovvero dall’ente competente al rilascio dell’autorizzazioni demaniali per l’Area Portuale, è stata chiarita la necessità di ottenere, su richiesta del concessionario, autorizzazione esplicita per lo svolgimento di attività commerciali all’interno della concessione della Marina di Nettuno, superando il controverso parere fornito dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti su interpello di parte ed allegato alle memorie difensive e nella fattispecie emerge in modo inequivocabile che il concessionario non ha formulato nessuna richiesta e che l’interessato non ha ottenuto alcuna autorizzazione regionale; che nessuna posizione di affidamento si è potuto consolidare in capo all’interessato, essendo perfettamente consapevole dell’assenza del titolo autorizzativo legittimante all’esercizio dell’attività e, dunque, dell’esercizio abusivo della medesima; appare pertanto necessario proseguire il procedimento avviato con emissione del conseguente provvedimento che ordini la chiusura dell’attività, rimandando alle Autorità Amministrative di Pubblica Sicurezza l’esecuzione del Provvedimento”.