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Approvato il Piano di emergenza comunale ad Anzio, dettagli e linee guida

Durante l'ultimo consiglio comunale ad Anzio, insieme al Bilancio l'assise ha approvato il Piano di Emergenza Comunale. A darne notizia

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Durante l’ultimo consiglio comunale ad Anzio, insieme al Bilancio l’assise ha approvato il Piano di Emergenza Comunale. A darne notizia l’assessore Gianluca Mazzi che ha invitato i consiglieri comunali a prenderne visione presso il comando di Polizia locale. Di seguito un estratto e alcuni dettagli.

PREMESSA

Il Piano di Emergenza Comunale (d’ora in poi Piano o PEC) è il Piano redatto dal Comune per gestire adeguatamente un’emergenza ipotizzata nel proprio territorio, sulla base degli indirizzi nazionali, e regionali, ai sensi (tra l’altro) di:

  • Deliberazione Giunta Regionale 363 del 17/06/2014 Linee guida per la pianificazione comunale o intercomunale di emergenza in materia di Protezione Civile – Allegati A ‘Aggiornamento alle Linee Guida’ e B ‘Criteri generali dei Centri Operativi di Coordinamento e delle Aree di Emergenza
  • Indicazioni operative emanate dal Capo Dipartimento della Protezione Civile in data 22 aprile 2015 e inerenti “La determinazione dei criteri generali dei Centri Operativi di Coordinamento e delle Aree di Emergenza
  • Deliberazione Giunta Regionale 415 del 4/8/2015 – Aggiornamento delle Linee Guida per la pianificazione Comunale o Intercomunale di emergenza di protezione civile ai sensi della DGR Lazio n. 363/2014 di cui agli Allegati A ‘Aggiornamento alle Linee Guida’ e B ‘Criteri generali dei Centri Operativi di Coordinamento e delle Aree di Emergenza’
  • Deliberazione Giunta Regionale 416 del 4/8/2015 – Piano Regionale delle Aree di Emergenza strategiche per la Regione Lazio

CONTENUTI

Il PEC tiene conto dei vari scenari di rischio considerati nei programmi di previsione e prevenzione stabiliti dai programmi e piani regionali e provinciali e permette di conoscere e definire gli scenari di rischio sulla base della vulnerabilità delle porzioni territoriali ed antropiche interessate (aree, popolazione coinvolta, strutture danneggiabili, ecc.).

Il Piano è costituito dalla descrizione di tutte le attività coordinate e di tutte le procedure che dovranno essere adottate per fronteggiare un evento calamitoso atteso, in modo da garantire l’effettivo ed immediato impiego delle risorse disponibili e necessarie al superamento dell’emergenza ed il ritorno alle normali condizioni di vita.

Il Piano è lo strumento operativo attraverso cui organizzare in maniera razionale, tempestiva ed efficace, le risposte in caso di emergenza in ambito comunale.

Il PEC è in vigore una volta approvato dal Consiglio Comunale e la Regione può chiederne modifiche o adeguamenti senza che esso decada.

STRUTTURA

L’elaborazione del Piano ha lo scopo di disporre, secondo uno schema ordinato, il complesso delle attività operative per un coordinato intervento di prevenzione e soccorso in emergenza a favore delle popolazioni esposte ad eventi calamitosi. Il Piano prevede l’utilizzo di tutte le risorse tecniche, assistenziali e sanitarie presenti con l’integrazione, in caso di necessità, delle risorse reperibili in ambito sovraordinato provinciale, regionale e nazionale.

Il Piano per essere effettivamente operativo deve sviluppare le fasi di preparazione, verifica (simulazioni ed esercitazioni) e messa a punto continuamente. A ciò saranno destinate risorse finanziarie per implementare e rafforzare il sistema locale di Protezione Civile e per la preparazione e formazione continua delle risorse umane disponibili e necessarie al buon funzionamento del sistema, individuate nell’ambito istituzionale.

Il Piano si configura come un atto il più possibile partecipato e condiviso, con forme di coinvolgimento e consultazione della Prefettura, Associazioni, Commissioni e prevedendo che l’elaborazione termini con l’approvazione del Piano da parte del Consiglio Comunale.

Collegata all’attività di pianificazione è quella d’informazione alla popolazione:

  • informazione preventiva, è fornita quando la popolazione viene portata a conoscenza in tempi ordinari dei rischi presenti sul territorio e viene istruita sul comportamento da tenere al verificarsi di una calamità.
  • informazione di emergenza è fornita al verificarsi o nell’imminenza di un evento calamitoso, allo scopo di allertare la popolazione, di salvaguardarla dal pericolo e di guidarne i comportamenti. (art. 12 L.03.08.1993, n. 265; art. 22 D. Lgs 17.08.1999, n. 334 e s.m.i.).

Il Piano è suddiviso in quattro parti fondamentali:

  • Quadro territoriale in cui si sono raccolte tutte le informazioni relative alla conoscenza e descrizione del territorio.
  • Scenari di rischio e Sistema di Allertamento in cui sono riportate le informazioni relative alla elaborazione degli scenari degli eventi di rischio con i relativi livelli di allerta fino alla individuazione degli esposti ed eventuali reti di monitoraggio. Il sistema di allertamento illustra una organizzazione operativa incentrata sulla comunicazione degli eventuali eventi, per garantire la prima risposta ordinata degli interventi.
  • Lineamenti della Pianificazione in cui si individuano gli obiettivi da conseguire, per dare una adeguata risposta di protezione civile all’emergenza.
  • Modello di Intervento in cui si assegnano le responsabilità e i compiti nei vari livelli di comando e controllo per la gestione dell’emergenze e si individuano le aree di emergenza. Sono presentati i modelli di intervento incentrati sull’organizzazione delle risorse umane, i mezzi ed attrezzature in dotazione.

ATTIVITA’ IN ITINERE

In virtù dell’assoluta ed imprescindibile necessità di realizzare il presente PEC, l’Amministrazione ha avviato anche la predisposizione delle rilevazioni geologiche per la carta MOPS derivante dalla Microzonazione sismica, ed avere, anche la possibilità di individuare eventuali zone di amplificazione in caso di evento sismico.

Per loro natura i rilievi geologici sono complessi e richiedono tempi che superano quelli propri della stesura del presente PEC che, nelle more, adotta delle procedure operative standard in caso di evento sismico, ma non identifica (per ora) puntualmente zone maggiormente a rischio qualora i rilievi ne dovessero individuare.

Appena completata la Microzonazione sismica verrà anche predisposta la relazione sulle Condizioni Limite dell’Emergenza, strettamente collegata al rischio sismico.

Fino alla data di acquisizione dei risultati delle rilevazioni geologiche vale quanto previsto nel PEC in vigore in materia di rischio sismico che asseconda e recepisce in toto le misure proposte dalla Regione e dal Dipartimento di Protezione Civile in materia di procedure operative.

RECEPIMENTO DIRETTIVE A TUTELA DEI MINORI

Nel percorso di aggiornamento costante del PEC e di informazione e formazione sarà calendarizzato anche il recepimento del protocollo condiviso tra il Dipartimento della Protezione Civile e l’Associazione Save The Children che prevede l’adozione nel PEC di procedure atte a tutelare i minori al meglio durante le emergenze.

Verrà individuato, con una delibera di giunta, il Referente comunale che dovrà occuparsi dei minori durante le emergenze, saranno completate le procedure operative del PEC per recepire quanto riguarda i minori e si inseriranno delle specificità nelle aree di protezione civile. Sarà, infine, definito un percorso formativo dedicato a chi opera con i Minori (ad es. Docenti ed Assistenti Sociali), e previsti degli incontri con gli studenti.