Home Politica Le civiche si confrontano all’Astura, ma i ‘giochi’ politici si fanno altrove

Le civiche si confrontano all’Astura, ma i ‘giochi’ politici si fanno altrove

L'idea del confronto su un programma per Nettuno da parte di una serie di liste civiche, sulla carta, era davvero buona. Di fatto la lunga sequenza di interventi

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L’idea del confronto su un programma per Nettuno da parte di una serie di liste civiche, sulla carta, era davvero buona. Di fatto la lunga sequenza di interventi che si sono susseguiti in due giorni presso l’Hotel Astura non si possono definire realmente un confronto. Moltissimi hanno parlato e detto la loro, molti meno quelli disposti ad ascoltare. A prendere il microfono per illustrare il progetto Mariano Leli, che in un intervento molto tecnico ha spiegato cosa è mancato a Nettuno (competenze e continuità amministrativa) le tante cose che ci sono da fare (dalle fogne al rapporto con Acqualatina, passando per il turismo e la riqualificazione ma anche la ‘preparazione politica’ oggi inesistente). A chi sostiene che le civiche non siano in grado di esprimere una figura leader Leli ha indicato Carlo Eufemi, che Sindaco lo è già stato ad Ardea e che a Nettuno non manca né di conoscenza politica né di esperienza. Proprio Eufemi, nel suo intervento, non ha mancato di richiamare le sue esperienze amministrative nel comune del Tridente, di tutto rispetto. A seguire una serie di interventi. Tanti i cittadini con un grosso problema (buche, allagamenti, totale mancanza di dialogo con l’Amministrazione) altri con un’analisi del territorio che sottolinea questioni su cui riflettere (infiltrazioni malavitose nel tessuto economico, mare sporco, affarismo e poco amore per la città). In mezzo ai cittadini comuni, ad intervalli regolari, esponenti politici che hanno voluto dire su un palco quello che già si sono etti altrove. Fabrizio Tomei, in rappresentanza di Forza Italia, ha sottolineato l’importanza che il centrodestra si presenti unito e che le civiche facciano parte del progetto. Dopo le schermaglie dei giorni scorsi tra Forza Italia, la Lega e il resto della coalizione il percorso per stare insieme sembra in salita, ma calmati gli animi è chiaro che ci sono margini per ricucire. Ernesto Cassandra dopo aver perso il ruolo di Coordinatore della Lega, evidentemente scontento dell’attuale gestione, fonda la lista “Amici del Capitano” che fa riferimento a Salvini, e col microfono in mano usa (troppe) parolacce per scaldare il pubblico e dire che “gli anziati devono stare a casa loro” e che “ha perso il lavoro per la politica”. Dai giovani più proposte concrete, analisi del territorio, in generale voglia di fare. Ma il vero ‘salotto’ della politica di Nettuno, era quello sulla terrazza dell’Astura. Tanti i curiosi della politica di Nettuno che hanno passato qualche ora al sole, ad analizzare presente e interventi e ad analizzare la situazione e le possibili aperture. Tra i presenti che non hanno preso la parola ma sono venuti a buttare uno sguardo Massimiliano Rognoni, Maurilio Leggieri, Peppe Massimi, Luigi Cerchio, Nico D’Ambra, Gabriele Petriconi, Marco Federici, ma anche l’ex assessore a 5 stelle Simona Sanetti coinvolta nel progetto politico degli ex assessori con Daniele Mancini sindaco. Lo schieramento di centrodestra il candidato a Sindaco già lo ha scelto. Manca l’ufficializzazione ma la questione sembra chiara: se Forza Italia e le civiche sostengono Sandro Coppola si va insieme, altrimenti no. Il centrosinistra ha buttato un occhio. Il progetto delle civiche e del Pd è sostenere Waldemaro Marchiafava. Resta da capire quanti, tra coloro che non intendono sostenere il candidato di centrodestra possano essere ‘recuperati’. Poi c’è Daniele Mancini, che con gli ex assessori rappresentante un’incognita e il Movimento 5 stelle, in attesa di certificazione. Opinione comune, fuori dalla sala, era che i due fronti civici subiranno scossoni quando le coalizioni in campo tireranno le fila. Da qui a Natale l’unica certezza è che qualche nome e qualche programma saranno ufficializzati. In questi due giorni invece, il non detto è sembrato avere un peso maggiore degli interventi.