Home Attualità “Mi chiamava Principessa”, in tanti al convegno alla scuola San Francesco

“Mi chiamava Principessa”, in tanti al convegno alla scuola San Francesco

Un vero record di presenze quello di oggi, alla scuola San Francesco di Nettuno, in cui oltre 70 persone hanno voluto prendere parte al Convegno organizzato 

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Un vero record di presenze quello di oggi, alla scuola San Francesco di Nettuno, in cui oltre 70 persone hanno voluto prendere parte al Convegno organizzato in occasione della “Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne”. Nonostante il maltempo in tantissimi hanno voluto prendere parte all’iniziativa battezzata “Mi chiamava Principessa…” organizzata, promossa e moderata da Elsa Casano. Ospite d’eccezione l’avvocato Stefano Bertollino, che ha aperto il dibattito chiedendo il sostegno della legge e delle Istituzioni. “Noi come avvocati – ha detto – ci siamo in questa battaglia di civiltà anche giuridica”. Poi ha preso la parola l’Avvocato Marina Marconato, esperta nella tutela delle Vittime di violenza di genere e nel maltrattamento sui minori, che ha relazionato sui numeri della violenza, sulla prevenzione ai maltrattamenti in famiglia, sul tema dalla violenza psicologica, del femminicidio e sulle leggi a tutela delle donne e dei figli maltrattati. “La violenza viene da chi dice di amare – spiega – da Italiani, 7 volte su dieci e quasi sempre da mariti, padri, ex fidanzati. Sono dati allarmanti, spesso legati al disagio psicologico di persone psicotiche, che sembrano persone normali, ma sono malate e pericolose”. Subito dopo l’intervento della Marconato una coreografia di Simona Crivelloni, che ha rappresentato come gli uomini violenti riescano sempre ad isolare le loro donne, allontanandole dalla famiglia e dagli amici, chiedendo loro di non lavorare e allontanandole dal mondo. Interpreti: Ilaria De Marco, Luca Federici e Nicole Giuliani. Ha detto la sua sui rapporti sessuali tra coniugi e sulla configurabilità del reato di violenza sessuale l’avvocato Cristiana Besi mentre la dottoressa Viviana Conti, Psicologa e psicoterapeuta esperta in disagi da dipendenza affettiva e traumi da maltrattamento ha relazionato sul tema “quando l’amore diventa una droga” e sulle relazioni pericolose. A chiudere gli interventi l’avvocato penalista Fabrizio Lanzi, che ha spiegato ai presenti la questione della tutela processuale delle vittime di violenza e l’evoluzione della giurisprudenza penale. Lanzi ha detto la sua sulle Disposizioni penali applicabili alle ipotesi di violenza di genere e art. 572 c.p., ha parlato delle Misure cautelari preventive quali divieto di avvicinamento alla casa famigliare e obbligo di allontanamento per i rei ma anche della Sentenza della Corte di Strasburgo che ha condannato l’Italia per la mancata tutela delle vittime di violenza domestica di genere, citando alcuni riferimenti di tutela processuale penale e le ultime novità legislative”. I presenti hanno anche potuto assistere ad una performance teatrale dell’Associazione I Giullari e Il Teatro fonte di vita Lab diretta da Elisabetta Bruni con Sabrina Anzuini e Daniela Toma.