Home Politica Commissione trasparenza sul Porto, la Pollastrini: “Intervenga la Regione”

Commissione trasparenza sul Porto, la Pollastrini: “Intervenga la Regione”

Audizione in Commissione Trasparenza e Bilancio per discutere del nuovo Porto di Anzio. A dire la sua il Presidente della Trasparenza Rita Pollastrini, capogruppo

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La Commissione trasparenza sul Porto
Audizione in Commissione Trasparenza e Bilancio per discutere del nuovo Porto di Anzio. A dire la sua il Presidente della Trasparenza Rita Pollastrini, capogruppo consiliare del Movimento 5 stelle. “In commissione – esordisce – è intervenuto per la Capo d’Anzio il Dottor Antonio Bufalari Amministratore Delegato che ringrazio per la disponibilità. Ho presieduto insieme alla collega Giusy Piccolo e ho dovuto sottolineare più volte come le audizioni non siano processi ma momenti per acquisire informazioni in via ufficiale che poi ognuno potrà elaborare secondo la propria visione. E che le domande politiche vanno indirizzate a soggetti politici”. Una precisazione che sembra indirizzata al consigliere del Pd Anna Marracino, che ha lasciato la Commissione prima della fine della seduta ed ha inviato una nota stampa definendo il confronto ‘inconcludente’. Una ricostruzione che non tutti hanno condiviso.
“Tre ore non sono state sufficienti a sviscerare tutti gli aspetti – spiega la Pollastrini – ma abbastanza per avere alcune conferme su quanto come M5S andiamo dicendo da tempo e che abbiamo sostenuto in campagna elettorale ossia che è arrivato il momento di aprire un tavolo di serio confronto con la Regione Lazio sul futuro della Società. Tavolo che andremo a chiedere  attraverso i nostri portavoce in Regione che ricordo, a guida PD ed precedentemente PDL, ha la responsabilità di non aver mai attivato il controllo sulla concessione e sullo stato dei lavori adottando una linea di lassismo inaccettabile.
Si è avuta notizia della probabile revoca dei patti parasociali, dopo anni in cui i sindaci hanno  spacciato questa possibilità come giuridicamente complessa quando necessitava di una semplice comunicazione di revoca 180 giorni prima della scadenza quinquennale dei patti e di valide motivazioni. Questo potrebbe permettere di riportare il ruolo del socio di maggioranza ossia il comune al centro della gestione, anche se non è emerso dall’audizione alcun elemento  concreto di possibili finanziatori futuri. D’altronde la Società gravata da 2 milioni e 700 mila euro di debiti non è a nostro avviso particolarmente appetibile sul mercato degli investitori stante anche  la crisi del settore nautico e il surplus dei posti barca attualmente presenti e in via di completamento nei porti italiani e delle carenti infrastrutture cittadine. Vale la pena di ricordare che le opere  di ammodernamento della viabilità e urbanizzazione insieme al consolidamento dell’area archeologica erano in origine di competenza della Capo d’Anzio, opere poi stralciate.
Come M5S ho preferito soffermarmi sugli aspetti gestionali che coinvolgono i lavoratori del settore pesca e ormeggi che sono coloro che più di tutti soffrono le conseguenze del mancato porto. In particolare il dragaggio, vera emergenza non piu rinviabile. L’amministratore delegato ci informa che spetta alla Regione, la quale non si attiva (il dragaggio è stato chiesto con insistenza dalla capitaneria di Porto da almeno due anni ndr). In questo rimpallo di competenze i pescatori rischiano ogni giorno incidenti. La presenza di una draga portuale permetterebbe interventi di emergenza in autonomia almeno parziali.
In merito all’area della Piccola pesca che ricade nella concessione, ho chiesto se le cooperative fossero tutelate tramite convenzione scritta in merito  all’utilizzo dell’area e ho appreso con una certa preoccupazione che finora esistevano solo accordi verbali col comune, accordi al momento oggetto di un regolamento in via di definizione.
L’assenza del sindaco e dell’assessore al bilancio non mi ha permesso di porre alcune domande piu strettamente inerenti l’amministrazione comunale. Fu cosi solerte il sindaco a intervenire nella prima commissione trasparenza dove si parlava di una piscina, che mi sarei aspettata  altrettanta solerzia su un argomento così importante per la città.
In attesa della sentenza che stabilirà se il Comune può riacquisire le quote (c’è un capitolo di bilancio dedicato?) chiederemo che il sindaco sia audito in IV Commissione Regionale Demanio e Patrimonio e che venga attivato l’organo di Controllo e Garanzia sulla Società”.