Home Politica Niente bar nei chioschi delle spiagge libere di Nettuno: è rivolta

Niente bar nei chioschi delle spiagge libere di Nettuno: è rivolta

Nessun chiosco né attività commerciale può essere praticata sulle spiagge libere attrezzate concesse dal Comune di Nettuno

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Nessun chiosco né attività commerciale può essere praticata sulle spiagge libere attrezzate concesse dal Comune di Nettuno per tre anni. A dirlo al Regione Lazio che ha scritto al Comune e il Dirigente di Area che ha realizzato il bando e seguito il suo iter passo passo, ha comunicato formalmente la novità agli interessati, scatenando il finimondo. Il Bando del Comune di Nettuno per la concessione delle spiagge libere attrezzate è stato problematico fin dal primo minuto. La concessione di tre anni è diventata di due anni e mezzo per le lungaggini nell’assegnazione, tutte le concessioni hanno avuto la possibilità di aprire un chiosco bar e di offrire il servizio lettini e sdraio su richiesta. Il bando di Nettuno, molto vago su questi dettagli, seguiva le direttive di una delibera di giunta dell’Amministrazione a 5 stelle che mirava a garantire la presenza di personale di salvamento delle aree comunali altrimenti senza controllo, offrendo in cambio una sorta di mini concessione triennale con punto di ristoro. Ma non si può fare. A ricordarlo bruscamente al Comune di Nettuno la Regione Lazio. La questione è stata sollevata dopo una serie di rilievi della Capitaneria di Porto, che si è rivolta alla Regione segnalando quella che ha percepito come una mala interpretazione della Legge regionale in materia di concessioni sul demanio. E la Capitaneria aveva ragione. La Regione Lazio prima in una corrispondenza interna e poi con una comunicazione ufficiale, richiama l’Amministrazione e, facendo presente che c’è stata un’errata interpretazione della norma, torna a ribadire i limiti di questo genere di concessioni: servizi per le persone, nessun punto ristoro, nessun ombrellone o lettino. Ovviamente con questa ‘nuova versione’ del bando, non c’è alcun guadagno nell’impresa e chi ha investito in strutture anche somme ingenti, per la prospettiva di almeno tre anni di lavoro, non ci sta. Questa sera i vincitori del bando si sono confrontati durante un’accesa riunione. E’ stato deciso di creare un’Associazione di categoria e rivolgersi ad un legale sottolineando le premesse del bando non rispettato. la volontà, se non si trova una soluzione, è quella di chiedere una risarcimento del danno all’Ente. I concessionari contestano di avere tutti presentato progetti con in punti ristoro, che l’Amministrazione non ha mai detto che non si poteva e anzi proprio gli uffici del comune hanno approvato la documentazione necessaria per farli lavorare. Ma non solo.
Oltre ai vincitori del bando ad essere sul piede di guerra anche i gestori degli stabilimenti balneari regolari che durante la stagione appena conclusa hanno dovuto fronteggiare la concorrenza dei suoi gestori, più economici, ed hanno avuto una danno sugli incassi finito rilevante. Anche i balneari si confronteranno nei prossimi giorni per valutare un’azione legale nei confronti dell’ente che ha permesso di avviare attività concorrenziali che invece non avrebbero mai dovuto poter offrire alcuni servizi.