Home Cronaca Processo Mythos, tutte le condanne dopo 11 anni di battaglie legali

Processo Mythos, tutte le condanne dopo 11 anni di battaglie legali

Tredici condanne, undici delle quali con l’accusa per gli imputati di aver preso parte a un’associazione per delinquere di stampo

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Tredici condanne, undici delle quali con l’accusa per gli imputati di aver preso parte a un’associazione per delinquere di stampo mafioso, e dieci assoluzioni. Si è concluso così, dopo undici anni di battaglie nelle aule di giustizia, il processo denominato “Mythos”. E per la seconda volta il Tribunale di Velletri ha riconosciuto l’operatività delle mafie tra Anzio e Nettuno.

In totale i giudici hanno inflitto condanne per oltre 158 anni di reclusione, relative ad affari mafiosi, tra estorsioni, rapine, furti, giri di armi, con tanto di condizionamenti della pubblica amministrazione. Nello specifico, Antonio Giannini è stato condannato a 24 anni di reclusione, Rosario Colubriale a 17 anni e due mesi, Fabrizio Latassa a 13 anni e 10 mesi, Domenico Origlia a 12 anni e 9 mesi, Salvatore Papaleo a 12 anni e mezzo, il boss Vincenzo Gallace a 12 anni e 4 mesi, Francesco Aloi, Vincenzo Gallelli e Maurizio Tripodi a 11 anni, Francesco Cicino e Vincenzo Alessio Novella a 10 anni e mezzo, Carmelo Vitale a 10 anni e Cosmo Leotta a due anni. Per dieci imputati, una volta scontata la pena, è stata inoltre disposta la misura di sicurezza di tre anni di libertà vigilata. Condanne che in alcuni casi hanno superato quelle richieste dal pm antimafia Francesco Polino. Assolti invece Andrea Andreacchio, Raffaele Andreacchio, Salvatore Carloti, Rocco Gallace, Domenico Zangari, Rocco Colubriale, Domenico Comito, Giuseppe Frustagli, Sergio Scicchitano e Giuseppe Vitale.

Era il 2004 quando, al culmine delle indagini denominate “Appia” e “Mythos” e dopo aver scandagliato gli affari tra Anzio e Nettuno delle famiglie Gallace e Novella, originarie di Guardavalle, nella zona ionica della Calabria, ma trapiantate sul litorale romano, i carabinieri del Ros eseguirono numerosi arresti e puntarono il dito sul narcotraffico e un’altra lunga serie di illeciti. Tanto che l’anno dopo, sostenendo che il consiglio comunale era stato infiltrato dalle mafie, venne commissariato il Comune di Nettuno. Il processo “Appia”, relativo in larga parte ai traffici di cocaina, si è concluso con 16 condanne, per quasi due secoli di reclusione, e il riconoscimento dell’associazione per delinquere di stampo mafioso, confermate a giugno in appello. Mafia per cui ora sono state inflitte condanne anche in “Mythos”. I giudici hanno anche disposto un risarcimento di 40mila euro per il Comune di Nettuno ed entro 90 giorni depositeranno le motivazioni della sentenza. “Attendiamo le motivazioni per valutare il ricorso in appello”, assicurano i difensori Giovanni Tedesco e Giuseppe Purri. Alcuni degli imputati in “Mythos”, essendosi ad un tratto il procedimento sdoppiato, per narcotraffico sono inoltre già stati condannati dal Tribunale di Catanzaro.