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Anche il Consiglio di Stato rigetta il ricorso di Casto, fine della storia

Dopo il Tribunale Amministrativo regionale del Lazio anche il Consiglio di Stato boccia, senza mezzi termini

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Il Sindaco Angelo Casto

Dopo il Tribunale Amministrativo regionale del Lazio anche il Consiglio di Stato boccia, senza mezzi termini, il ricorso presentato dall’ex Sindaco di Nettuno del Movimento 5 stelle Angelo Casto, sfiduciato da quattro consiglieri di maggioranza e nove di opposizione, e sottoscritto da dieci consiglieri sfiduciati anche loro, e conferma la fine dell’esperienza amministrativa grillina.
“I ricorsi – si legge nel dispositivo del Consiglio di Stato – ad un prima sommaria delibazione, propria della presente fase cautelare, la domanda in epigrafe non sembra assistita dal cosiddetto fumus boni iuris rivelandosi la decisione di primo grado coerente con le risultanze istruttorie, quali desumibili dalla documentazione disponibile, ed aderente alla disciplina di settore, attesa la contemporanea presentazione di atti recanti un numero di dimissioni dalla carica consiliare idonei a determinare, per tempistica, forma e contenuto, il superamento della soglia cui si riconnette l’effetto dissolutorio previsto dall’articolo 141”. In sostanza il Consiglio di Stato conferma la bontà della ricostruzione dei fatti fornita dal Prefetto al Tar rispetto alla sfiducia e non prende in considerazione le tesi dell’avvocato di Casto e dei consiglieri grillini che nel documento presentato arrivavano a sostenere che “Il prefetto non diceva il vero”. Insomma, anche i giudici del Consiglio di Stato ritengono evidente la volontà di tutti i consiglieri che hanno firmato le dimissioni di arrivare alla fine dell’esperienza amministrativa di Nettuno ed ogni altra tesi non è stata presa in considerazione. I toni del giudizio espresso dai giudici del Tar erano tali da rendere difficile l’idea di un ulteriore ricorso, ma l’ex Sindaco e i dieci consiglieri non si sono arresi ed hanno giocato fino all’ultima carta per tornare alla guida del Comune. Dopo il Consiglio di Stato ora, per fare ancora appello a questa decisione, resta solo la Corte di giustizia Europea. Ma anche l’organo europeo non potrà eliminare il fatto, evidentissimo, della sfiducia politica subita dall’ex Sindaco Casto e ai consiglieri 5 stelle che non sembrano proprio voler fare i conti con questa realtà.