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Puzza alla Kyklos, ennesimo sopralluogo dei carabinieri della Forestale

Notte pesantissima quella appena trascorsa dai residenti di Aprilia e di Nettuno che vivono in prossimità dell’impianto Acea Kyklos. La struttura, dopo un anno mezzo di stop ai lavori per via del sequestro legato alle emissioni odorose che appestano un intero quartiere al confine tra due comuni, torna a puzzare in maniera insostenibile. Dal primo pomeriggio di ieri la situazione ha iniziato a peggiorare fino ad arrivare alla sera, quando l’aria è diventata veleno. I cittadini esasperati e pronti a compiere gesti estremi, hanno chiamato i carabinieri della Guardia forestale che sono giunti sul posto. I militari, che hanno confermato la presenza di odori nauseabondi (e davvero è impossibile non sentire la puzza fetida che attanaglia ogni cosa in prossimità dell’impianto) hanno raccolto gli esposti dei residenti ormai allo stremo delle forze, ed hanno verbalizzato la situazione. Resta incomprensibile il fatto che la politica e le forze di polizia non riescano a porre fine a quello che è un vero sopruso e una tortura per i cittadini residenti costretti a vivere in una situazione inammissibile. Tutte le indicazioni della Regione Lazio per mettere a norma l’impianto di stoccaggio sono state ignorate, in danno dei residenti che ora stanno organizzato un’azione legale per chiedere i danni alla Kyklos ma anche alla Regione che, evidentemente, non vuole o non riesce ad imporre alcuna autorità ai gestori dell’impianto di stoccaggio. Eppure basterebbe un sopralluogo sul posto per verificare, ancor prima di varcare la soglia dell’impianto, che la situazione è insostenibile anche per chi nella struttura ci lavora.

Daniele Reguiz