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La Marina di Nettuno sul giovane cinese annegato: “Il cancello chiuso non ha inciso”

Egregio Direttore, siamo veramente increduli nel leggere che all’interno di due articoli di cronaca apparsi sul Suo giornale in data 27/6/2018 ed intitolati

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Il giovane cinese affogato a Nettuno

Egregio Direttore, siamo veramente increduli nel leggere che all’interno di due articoli di cronaca apparsi sul Suo giornale in data 27/6/2018 ed intitolati “Dramma a Nettuno, un ragazzo di vent’anni muore annegato vicino al Porto” e “Ventenne cinese affogato a Nettuno, la tragedia dopo una giornata con gli amici” si faccia riferimento al fatto che il cancello lato ovest del Porto fosse chiuso, facendo intendere che la circostanza ha limitato l’intervento dei soccorritori ed addirittura con la frase virgolettata “non si può morire per un cancello chiuso” mettendola in diretta connessione. 

La circostanza della chiusura del cancello, nella vicenda che ha portato alla morte di un ragazzo per annegamento, non ha assolutamente nessuna rilevanza e/o connessione. L’ambulanza non ha scelto di passare per la Marina di Nettuno, altrimenti come è successo altre volte sarebbe passata ed avrebbe trovato il cancello aperto, ma ha scelto il percorso che ha ritenuto più breve e rapido per prestare soccorso. Il fatto che i soccorritori abbiano dovuto percorrere un tratto a piedi è assolutamente fuorviante, in quanto anche nel caso di passaggio dal cancello del Porto avrebbero dovuto percorrere un tratto a piedi. Ribadiamo che nessun mezzo di soccorso si è presentato all’entrata della Marina di Nettuno nella giornata di ieri, e che tutti i mezzi di soccorso o delle pubbliche autorità (Polizia, Capitaneria di Porto, Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia locale) hanno libero accesso all’area portuale. Precisiamo inoltre che abbiamo diversi protocolli d’intesa con il Comune di Nettuno, con gli Stabilimenti balneari e con Associazioni di volontariato per facilitare la raccolta dei rifiuti degli stabilimenti confinanti con il Porto, per facilitare le operazioni di montaggio, smontaggio e approvvigionamento degli stabilimenti balneari, per facilitare l’ingresso dei disabili agli stabilimenti balneari confinanti con il Porto, per consentire la vigilanza notturna degli stabilimenti confinanti con il lato ovest del porto, e fino all’anno precedente per permettere i soccorsi ai bagnanti con mezzi adeguati ad entrare sull’arenile, visto che l’ambulanza non riuscirebbe a transitarvi, che prevedono l’apertura del cancello lato ovest del Porto. Il tema del soccorso dei bagnanti in quei punti della costa dove le spiagge (ed il problema non c’è solo a Nettuno) sono di difficile accesso è un tema talmente importante e serio che non può essere usato per denigrare gratuitamente una Società che ha sempre collaborato fattivamente per agevolare qualsiasi soluzione proposta. Ai sensi delle norme sul Diritto di Rettifica e Replica si richiede la pubblicazione integrale e Le chiediamo di dare, alla nostra nota, lo stesso risalto sul Suo giornale. 

Marina di Nettuno C.N. S.p.A. 

Volentieri pubblichiamo la nota del Marina di Nettuno ma siamo obbligati a specificare che i rilievi sulla chiusura del cancello non sono un’estensione del pensiero dell’articolista, che poco conosce le dinamiche e i percorsi di sicurezza, ma sono la segnalazione e la cronaca polemica degli operatori dei soccorsi e dei balneari in quel momento presenti. Abbiamo dato rapidamente voce al malumore, fortissimo, che ci è stato segnalato e che abbiamo trasmesso in modo contenuto, e ci è stato anticipato il prossimo invio di un documento di categoria per sollevare formalmente la questione della sicurezza e del passaggio. E’ di tutta evidenza che l’intervento dei soccorritori dal Vittoria alla riva sia stato viziato da un percorso tortuoso e difficile per i medici e i barellieri, fatto di scale e passerelle al limite dell’agibilità. Che il libero passaggio dal Porto sarebbe stato più facile, comodo e vicino. La speranza è che tra le parti si apra un dialogo per arrivare a delle soluzioni condivise perché restiamo fermamente convinti che non si può, non si deve “poter morire per un cancello chiuso”.