Home Cronaca Abuso d’ufficio per la concessione ad uno stabilimento a Nettuno, assolto Capuano

Abuso d’ufficio per la concessione ad uno stabilimento a Nettuno, assolto Capuano

E’ stato assolto con formula piena Carmine Capuano, funzionario del Comune di Nettuno accusato di abuso di ufficio per atti risalenti all’anno 2013, quando lo stesso ricopriva il ruolo di responsabile del demanio.

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E’ stato assolto con formula piena Carmine Capuano, funzionario del Comune di Nettuno accusato di abuso di ufficio per atti risalenti all’anno 2013, quando lo stesso ricopriva il ruolo di responsabile del demanio. L’atto illegittimo, secondo gli investigatori, sarebbe stata una autorizzazione di occupazione di suolo demaniale relativa ad una spiaggia di Nettuno, per la quale il funzionario avrebbe seguito le procedure del Codice della Navigazione, che disciplinano la materia in ambito demaniale, a fronte di una richiesta di autorizzazione alla ricostruzione fatta dalla titolare di uno stabilimento balneare. Ma l’accusa, a seguito di una perizia commissionata dalla Procura della Repubblica effettuata anni fa, era partita con speditezza nel sostenere l’ipotesi di abuso d’Ufficio in concorso tra Capuano e la titolare dello stabilimento, in quanto quella che era considerato un rinnovo in realtà si qualificava come nuova autorizzazione. L’errore di valutazione investigativa, secondo la difesa, rappresentata dall’Avvocato Ciro Palumbo di Nettuno, era da individuarsi nel fatto che le autorità non avevano desunto dal provvedimento  la distinzione tra metri quadri coperti e metri quadri asserviti al coperto, zone d’ombra e aree relax. Così facendo è sorta una imputazione fallata, in quanto si accusavano sia il funzionario che il privato di aver concorso sia nell’avere una nuova autorizzazione (che tale non era), sia nell’aver, di conseguenza, concesso più metri quadri rispetto alla originaria concessione. Ci sono voluti cinque anni, tra fase investigativa, fase Gup e dibattimento, per arrivare ieri alle battute finali davanti al Collegio Penale di Velletri, dove la difesa durante l’arringa ha ripercorso l’intero dibattimento e tutte le prove fornite dal sorgere della vicenda, smontando la tesi accusatoria.