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L’ultima cena di Casto e della giunta 5 stelle a Nettuno, poi le dimissioni in blocco

Appare davvero difficile a guardare la foto dell'ultima cena tra il Sindaco sfiduciato di Nettuno Angelo Casto, la sua prima giunta e i consiglieri che lo hanno sfiduciato credere che meno di due mesi dopo lo scatto la frattura sarebbe diventata insanabile. Che l'Amministrazione a 5 stelle sarebbe caduta.

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Appare davvero difficile a guardare la foto dell’ultima cena tra il Sindaco sfiduciato di Nettuno Angelo Casto, la sua prima giunta e i consiglieri che lo hanno sfiduciato, credere che meno di due mesi dopo lo scatto la frattura sarebbe diventata insanabile. Che l’Amministrazione a 5 stelle sarebbe caduta.
E’ difficile, a guardare i sorrisi delle persone ritratte, credere che due giorni dopo lo scatto della foto, l’allora Sindaco Casto, che fa il segno della vittoria con la mano, abbia accettato le dimissioni in blocco della giunta con cui aveva diviso il pasto. A quel tavolo non c’è nessuno dei dieci consiglieri che aveva firmato il documento per chiedere le dimissioni di tre assessori. Quella stessa sera Casto aveva chiesto ufficialmente al Movimento 5 stelle l’espulsione di Claudio Monti che non aveva votato il Bilancio. In compenso c’è il consigliere Mauro Rizzo. Anche lui in un primo momento contro i dieci consiglieri che hanno chiesto la sfiducia. Ma è bastato che il Sindaco Casto accettasse le dimissioni della giunta per far si che Rizzo passasse rapidamente con il gruppo più numeroso di consiglieri. Un capovolgimento di fronte repentino, per l’ex sindaco e l’ex consigliere che quella sera sul comportamento dei dieci hanno ampiamente detto la loro.

La foto è stata pubblicata dall’ex vicesindaco di Nettuno Daniele Mancini sulla sua pagina Fb. “E’ la cena che seguì il drammatico consiglio sul bilancio, con un sindaco 5 stelle in evidente difficoltà ricattato politicamente da 10 consiglieri che attuavano metodi da vecchia politica, sfiduciandolo in consiglio con assenze si strategiche – scrive Mancini – ricattato da una corrente consiliare che voleva esprimere assessori e a cui non bastava la piena attuazione del programma per il il bene della città. Volevano fare vecchia politica, quella dei preventivi e del decidiamo noi eletti, non i cittadini. A sostenere il sindaco c’erano i 5 consiglieri esclusi, senza neanche ascoltarli, dalle decisioni politiche e dalla partecipazione e c’erano tutti gli ex assessori scomodi, quelli che i preventivi li hanno strappati. Poi sono state fatte scelte diverse cambiando, è evidente, idea in pochissime ore”. Oggi c’è chi usa il termine ‘voltafaccia’ e parla di ‘traditori di una città’ per esprimere concetti politici di infimo livello. Che parla di ‘pennivendoli’ in riferimento alla stampa che ha raccontato la crisi. A guardare la foto scattata a poche ore dalle dimissioni della giunta, Casto e Rizzo sembrano condividere in pieno con la propria presenza e con i gesti, il percorso che aveva visto tutti uniti per 18 mesi. Una foto è difficile da smentire. La contesa su chi abbia davvero ‘tradito’ e cosa sia stato ‘tradito’ non sembra affatto chiusa.