Home Attualità Recuperata al Poligono di Nettuno tartaruga marina ferita, la salvano i pescatori

Recuperata al Poligono di Nettuno tartaruga marina ferita, la salvano i pescatori

Una tartaruga Caretta Caretta è stata ritrovata questa mattina nelle acque antistanti il Poligono militare di Nettuno dai pescatori del Circolo Mare Cretarossa impegnati in una gara di pesca a traino. L’animale galleggiava al largo della costa in maniera anomala e per questo è stata subito notata da Stefano Cottarelli.

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foto Andrea Flamini
foto Andrea Flamini

Una tartaruga Caretta Caretta è stata ritrovata questa mattina nelle acque antistanti il Poligono militare di Nettuno dai pescatori del Circolo Mare Cretarossa impegnati in una gara di pesca a traino. L’animale galleggiava al largo della costa in maniera anomala e per questo è stata subito notata da Stefano Cottarelli. Lo scorso anno proprio Cottarelli aveva trovato delle uova di Tartaruga in zona che erano state protette, nel tentativo purtroppo fallito, di farle schiudere. “Abbiamo notato la tartaruga – spiega – e ho subito contattato la Stazione ecologica di Napoli che lo scorso anno ci aveva dato una mano. Una vota accertato che l’animale era ferito, visibilmente, sulla corazza, a causa di un’elica, abbiamo chiamato anche la Capitaneria di Porto e Tanta Lazio. Abbiamo preso la tartaruga e l’abbiamo portata a riva, dove abbiamo trovato sia il personale della Capitaneria di Porto che i guardiaparco di Tor Caldara che hanno recuperato l’animale e l’hanno trasportata allo Zoomarine per le prime cure, in attesa di essere trasferita al centro specializzato di Portici per le cure e il recupero”.

foto Andrea Flamini

Lo scorso anno un’altra tartaruga ferita da un’elica è stata trovata sempre al Poligono. Dopo un anno di cure presso il centro di Portici, il prossimo 22 maggio verrà liberata a Lido dei Pini. “Quello che ci piacerebbe – spiega Igino Mosconi, anche lui presente in zona – è che una volta curata fosse rimessa in libertà al Poligono, magari coinvolgendo le scuole su un fatto di cultura ambientalista ed educazione in mare che può voler dire molto”.