Home Politica L’ex assessore di Nettuno Salvatori: “Casto fallimentare e consiglieri assenti”

L’ex assessore di Nettuno Salvatori: “Casto fallimentare e consiglieri assenti”

E' l'ex assessore della giunta di Nettuno Nanda Salvatori, nel rispondere ad un attivista su Fb, a mettere in chiaro in che modo sono stati gestiti dall'ex Sindaco Angelo casto i rapporti tra assessori, consiglieri e attivisti.

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L'exassessore Nanda Salvatori

E’ l’ex assessore della giunta di Nettuno Nanda Salvatori, nel rispondere ad un attivista su Fb, a mettere in chiaro in che modo sono stati gestiti dall’ex Sindaco Angelo casto i rapporti tra assessori, consiglieri e attivisti.

“Non ho avuto il piacere di conoscerti personalmente – spiega la Salvatori all’attivista 5 stelle – e già questo la dice lunga sul come siano stati gestiti i rapporti tra giunta, consiglieri ed attivisti. Mi riferisci di decine di progetti che voi attivisti avete inviato ‘anche’ agli assessori, ti sarei grata se potessi dirmi di quali progetti si tratta perché sul mio ‘tavolo’ o sulla mia mail, non ne è arrivato neanche uno. Tutti i consiglieri, nessuno escluso, potranno dirti come ho lavorato in 20 mesi, come mi sono messa a completa disposizione del progetto, come la mia porta fosse sempre aperta per loro. In consiglio comunale sono stati approvati diversi regolamenti proposti dalla aree alle quali ero delegata, primo tra tutti il Regolamento sulla Commissione di garanzia del Cittadino, per il quale, visto che era il decimo punto del programma del m5s, mi sarei aspettata il coinvolgimento non solo di voi attivisti ma di tutto il gruppo consiliare, cosa che non è avvenuta e non certo per mia responsabilità. E qui torniamo al punto focale di tutta la vicenda: tu mi dici che io non rappresentavo politicamente il m5s, ma allora dov’era il m5s in questi 20 mesi? Quando il Sindaco che ti ha nominata in più di un’occasione ti dice che i rapporti tra giunta, consiglieri e attivisti li tiene e li gestisce lui, perché non vuole “scocciature”, e sono stata educata nell’uso del termine, cosa avremmo dovuto fare noi ex assessori? Il pomeriggio in cui si è tenuto il consiglio comunale, durante una riunione di giunta in cui il Sindaco ha minacciato più volte di volersi dimettere, abbiano appreso dallo stesso, (io lo sapevo già dal mattino, ma questa è altra storia, ugualmente interessante e se vorrai te la racconterò volentieri di persona), che non avremmo avuto il numero legale per approvare il bilancio di previsione, ATTO FONDANTE DELL’INTERA AZIONE AMMINISTRATIVA, perché i consiglieri erano fermi sulle richiesta di sfiducia dei tre assessori, e nonostante, come hai tenuto ad evidenziare, gli assessori non rappresentino il m5s, siamo scesi compatti in consiglio per dare un segnale di vicinanza ai consiglieri presenti. Che posso dirti di quel consiglio?!? Che è stata una un’umiliazione che mai avevo subito in vita mia? Che ho pianto di rabbia per 10 minuti dopo la fine di quel consiglio, davanti alle dipendenti della segreteria generale comunale, che hanno pianto con me? Che non riuscivo a togliermi da davanti agli occhi la scena del Consigliere Monti, lui si eletto e rappresentate del m5S, che usciva alla chetichella dall’aula al momento del voto, dopo che ad uno ad uno erano sfilati i consiglieri di minoranza e Dell’Uomo, l’unico che era rimasto, dopo aver detto che Monti aveva invitato loro consiglieri di minoranza ad uscire, incalzava ad accelerare le operazioni di voto, perché altrimenti sarebbe andato via anche lui facendo venir meno il numero legale? Hai parlato di dinamiche miopi, ma ti assicuro che ti mancano tanti tanti tasselli e questo dimostra ancora una volta quanto fallimentare sia stata la gestione del Dott. Casto in tutta questa vicenda. Da ultimo ma non meno rilevante ti assicuro che nessuno di noi si è mai sottratto al confronto e ti chiedo: lo trovi normale che in una riunione di maggioranza in cui l’Assessore Stefano Pompozzi ha affrontato la tematica della linee guida al nuovo prg erano presenti 4 consiglieri? Concludo da semplice cittadina, nata e cresciuta a Nettuno, che ama questo Paese e che soffre profondamente per come è stato ridotto e ti assicuro che posso dirlo con cognizione di causa, perché per 20 mesi ho potuto toccare con mano quali scempi abbia subito la mia amata Città e di riflesso noi cittadini, io in quel SOGNO ci ho creduto ogni giorno, ci ho dedicato tempo, sottraendolo ai miei figli e alla mia famiglia e alla mia professione, e come me tutti gli altri NON eletti, ma l’ho fatto convinta che ne valeva la pena, finch’è quel sogno non è stato distrutto in quelle che il Dott. Casto ha definito le IDI DI MARZO, forse non aveva tutti i torni, basta capire chi è stato Bruto! Quando vuoi sono pronta a qualsiasi tipo di confronto e anzi mi farebbe piacere scambiare due chiacchiere con te, dagli errori e dai fallimenti si impara tanto, le mie responsabilità davanti alla Città me le sono assunte il 19 marzo, dopo che, per togliere dall’ennesimo imbarazzo il Sindaco, ho rassegnato formalmente le mie dimissioni, dimissioni che lui aveva accettato già due giorni prima”.