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Sfiduciato il Sindaco di Nettuno Angelo Casto, in 13 firmano dal Notaio

Il Sindaco di Nettuno Angelo Casto è stato sfiduciato da 13 consiglieri comunali che hanno posto fine all'Amministrazione comunale a 5 stelle. La più breve di sempre. A firmare per mandare a casa il Primo cittadino sono stati quattro esponenti del Movimento 5 stelle

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L'ex Sindaco sfiduciato Angelo Casto

Il Sindaco di Nettuno Angelo Casto è stato sfiduciato da 13 consiglieri comunali che hanno posto fine all’Amministrazione comunale a 5 stelle. La più breve di sempre. A firmare per mandare a casa il Primo cittadino sono stati quattro esponenti del Movimento 5 stelle, da tempo in polemica aperta con il Sindaco che non si è fatto garante del rispetto dei Principi del Movimento, e nove esponenti dell’opposizione.

Il documento con la sfiducia a Casto è stato siglato da Daniela De Luca, Giuseppe Nigro, Simonetta Petroni e Marco Montani per il gruppo consiliare grillino e da Claudio Dell’Uomo, Carlo Eufemi, Maria Antonietta Caponi, Enrica Vaccari, Fabrizio Tomei, Genesio D’Angeli, Rodolfo Turano, Giacomo Menghini e Lorenza Alessandrini per l’opposizione.

Questa mattina i consiglieri si sono recati dal Notaio per firmare il documento di sfiducia, quindi è stato il Notaio a recarsi in Comune a protocollare il documento nell’apposito ufficio. A breve il documento verrà consegnato al Segretario comunale che dovrà trasmettere gli atti alla Prefettura. Entro 48 ore il Prefetto, di norma, nomina il Commissario prefettizio che avrà il compito di traghettare il Comune fino alle prossime elezioni.

Il Sindaco Angelo Casto termina quindi il suo mandato a meno di due anni dalla sua elezione. L’Amministrazione a 5 stelle è sembrata solidissima fino alle dimissioni della giunta, dimissioni legate alla sfiducia di dieci consiglieri nei confronti di tre assessori. Dalle dimissioni dei cinque assessori (formalizzate il 19 marzo scorso) che non hanno voluto cedere alle richieste del documento dei dieci, lasciando in blocco il governo cittadino, il Sindaco Casto ha fatto una serie di scelte, tutte sbagliate, che gli sono costate la frattura irreversibile del suo gruppo consiliare, la sfiducia dei consiglieri più legati ai principi del Movimento 5 stelle e, infine, il governo della città. Il nostro giornale per mesi ha raccontato l’evolversi di una crisi apparsa subito gravissima, minimizzata o persino ignorata da molti. Questa mattina l’epilogo.