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Convegno No vax in parrocchia, Alicandri: Chiesa e chi usa la testa sono a favore

"Perché è assolutamente necessario dire “sì” ai vaccini". Lo spiega l'ex consigliere comunale del Pd di Nettuno Roberto Alicandri. "Ho letto con profonda rabbia e tristezza del convegno organizzato da chi è contro i vaccini

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“Perché è assolutamente necessario dire “sì” ai vaccini”. Lo spiega l’ex consigliere comunale del Pd di Nettuno Roberto Alicandri. “Ho letto con profonda rabbia e tristezza del convegno organizzato da chi è contro i vaccini – spiega – e che spesso si nasconde sotto altre diciture tipo ‘scegliere con coscienza’ che si terrà in uno spazio della parrocchia del Sacro Cuore di Anzio. Non sono un tuttologo e non credo che quando si tratta di salute delle persone (come di tanti altri importanti temi della nostra vita) possa valere il motto ‘uno vale uno’, perché l’opinione di una persona comune su un particolare tema, magari raffazzonata dopo aver letto qua e là su internet non potrà mai valere come una laurea, una specializzazione e tanti anni di lavoro sul campo, e quindi mi avvarrò di stralci di due ben diverse fonti per dare validità scientifica alle motivazioni per le quali ritengo assolutamente necessario dire ‘sì’ a tutti i vaccini obbligatori per legge e a quelli consigliati.

Il 31 luglio scorso, la Pontificia Accademia per la Vita, l’Ufficio per la Pastorale della Salute della CEI e l’Associazione dei Medici Cattolici Italiani, hanno diffuso una Nota congiunta per fare chiarezza sulla posizione della Chiesa riguardo l’uso dei vaccini obbligatori che dice così nelle sue conclusioni: ‘Il difetto di vaccinazione della popolazione implica il grave rischio sanitario di diffusione di pericolose e spesso letali malattie infettive, debellate in passato, proprio grazie all’uso dei vaccini, come, ad esempio, il morbillo, la rosolia e la varicella’. E termina affermando ‘si ribadisce la responsabilità morale alla vaccinazione per non far correre dei gravi rischi di salute ai bambini e alla popolazione in generale’.

Quindi già da queste poche righe non si comprende come un convegno di questo tipo possa essere ospitato in una sala parrocchiale del nostro territorio ma ritengo utile anche usare uno stralcio di una intervista ad uno dei più autorevoli virologi italiani, il professor Roberto Burioni, che con parole semplici ed efficaci smonta punto per punto le sciocchezze affermate dai ‘no vax’ in un bellissimo libro dal titolo ‘La congiura dei somari’. Nella conclusione dell’intervista afferma: ‘Ogni giorno un virologo si sveglia e sa che deve correre più veloce dell’antivaccinista che quotidianamente riesce a inventarsi nuove, terrorizzanti bugie. Una di queste, che negli ultimi tempi circola con insistenza, è quella che racconta come i pazienti possano trasmettere la malattia contro la quale sono stati immunizzati nei giorni seguenti alla vaccinazione. È del tutto falso. Insomma, dentro il vaccino non c’è il batterio o il virus, ma solo pezzi dello stesso. Pensare che da singole proteine o altre molecole possa magicamente venir fuori qualcosa in grado di replicarsi è come pensare che nel frigorifero il dado da cucina possa diventare un vitello che si mangia l’insalata. Diciamocelo, per immaginarlo bisogna aver esagerato con il vino oppure essere decisamente babbei’. Il professore prosegue ‘Quattro vaccini oggi in uso (morbillo, parotite, rosolia e varicella) sono invece costituiti da virus in grado di replicarsi, ma notevolmente indeboliti e non più nelle condizioni di provocare una malattia. Infatti chi è stato vaccinato contro morbillo, parotite e rosolia non può in nessun modo trasmettere il virus ad altri. Questi vaccini sono stati somministrati in molte centinaia di milioni di dosi e le osservazioni sono inequivocabili. I vaccinati non possono trasmettere il virus. Punto e basta. Chi vi racconta il contrario vi dice semplicemente una bugia. Chi è stato vaccinato contro la varicella, invece, può sviluppare, a seguito della vaccinazione, una lievissima manifestazione cutanea. Mentre è vero l’esatto opposto. Chi è vaccinato, diventando immune, non trasmette più il virus della varicella (e neanche gli altri tre). Per cui chi è immune non può essere un veicolo di infezione e, proteggendo se stesso, protegge anche i bambini che ha vicino che non si sono ancora vaccinati, i bambini che non si sono potuti vaccinare (perchè malati di tumore ad esempio) e anche i figli che i genitori antivaccinisti non hanno voluto vaccinare. Che, mentre berciano di libertà e democrazia, in realtà si comportano concettualmente come chi non paga le tasse, tanto le pagano tutti, e quando arriva al pronto soccorso viene curato ugualmente (grazie alla responsabilità di chi le tasse le paga), anche se è un evasore”.