Home Politica Liberi e uguali: “Al di là della Commissione ad Anzio serve cambiamento”

Liberi e uguali: “Al di là della Commissione ad Anzio serve cambiamento”

Una risposta politica agli intrecci perversi tra politica, mafia, corruzione nelle Istituzioni dal convegno di “Liberi e Uguali” di sabato 13 gennaio.

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Una risposta politica agli intrecci perversi tra politica, mafia, corruzione nelle Istituzioni dal convegno di “Liberi e Uguali” di sabato 13 gennaio.

La presenza di numerose personalità e figure impegnate sul territorio – si legge nella nota stampa a firma di Liberi e Uguali, organizzatori del convegno ‘Infiltrazioni mafiose e corruzione nel litorale romano’ – ha contribuito al successo insperato del nostro convegno. Non era un risultato scontato stante l’attuale degrado politico e istituzionale dei nostri territori. Rispetto a quanto abbiamo appreso sabato dalla giornalista Federica Angeli, relativamente all’invio, da parte della Prefettura, della Commissione di Accesso al Comune di Anzio, restiamo in attesa di notizie ufficiali ma, come è stato ampiamente argomentato al nostro convegno, commissione o non commissione la questione è economica, sociale, culturale, e quindi politica. Il quadro emerso dagli interventi dei vari rappresentanti di realtà locali di Ostia, Aprilia, Anzio, ha confermato quello che ormai è un dato purtroppo chiaro: nel litorale a Sud di Roma siamo ben oltre i tentativi di infiltrazioni mafiose perché c’è un sistema ormai consolidato di interessi e intrecci tra politica e malaffare di chiaro stampo mafioso. Spetta alla Magistratura e alla Prefettura, per le loro competenze, intervenire sui reati prodotti da tali fenomeni.

Noi, come forza politica, lavoreremo  al di là delle decisioni di tali organismi per costruire un progetto politico alternativo nel merito e nel metodo, attento alla trasparenza, alla partecipazione, al sociale, all’ambiente, che metta in campo un modello di sviluppo diverso, fondato sui bisogni delle persone a partire da quelle che si sono impoverite e hanno perso, in questi anni di crisi, fiducia nelle istituzioni. Vorremmo ricordare inoltre che il nostro convegno era apertamente politico, ma non elettorale: abbiamo messo insieme esperienze diverse relative all’attività di contrasto alle mafie sui territori. Non è mancata la pluralità, tanto che sono emerse anche posizioni differenti negli interventi e non sono mancate le critiche nei nostri confronti. Critiche che se non strumentali e ben argomentate apprezziamo e che ci spingono a fare di meglio. Ringraziamo tutti i partecipanti e auspichiamo che, superate le polemiche strumentali, si possa tornare a parlare il più presto possibile di Anzio”.