Home Attualità Bimbo disabile alla scuola Cavour di Nettuno, l’ex Dirigente: “Diritti da difendere”

Bimbo disabile alla scuola Cavour di Nettuno, l’ex Dirigente: “Diritti da difendere”

"Ho sentito il bisogno di scrivere questa lettera aperta perché c’è troppo silenzio attorno ai problemi della vera scuola e troppe chiacchiere

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L'ex dirigente Marina Palumbo

“Ho sentito il bisogno di scrivere questa lettera aperta perché c’è troppo silenzio attorno ai problemi della vera scuola e troppe chiacchiere su quella che qualcuno si ostina a chiamare “Buona Scuola”. In questo periodo molte conquiste sociali, molti diritti acquisiti vengono messi in discussione in maniera subdola, nascosta”.

Lo scrive in un documento sentito e personale l’ex Dirigente scolastico della scuola di via Cavour a Nettuno Marina Palumbo in merito alla notizia di ieri di un bimbo disabile che oltre ai problemi di mobilità ha divo affrontare anche una mamma che ha invitato la sua famiglia a portarlo in un altra scuola.

“Si avverte il pericolo di una  segregazione, brutale e conclamata nei confronti di chi di certo non ha scelto la disabilità come condizione di vita. Qualsiasi limitazione di natura intellettiva o fisica non può e non deve costituire un limite per chi ne soffre.

Rileggendo la bruttissima vicenda voglio esprimere la mia piena solidarietà alla famiglia coinvolta, mi auguro che ci siano interventi decisi, per evitare che episodi simili possano ripetersi, e che si possa invece lavorare insieme per favorire una piena inclusione degli alunni con disabilità e la promozione di  una cultura che porti a vederli per ciò che essi sono: non un ostacolo, ma persone con gli stessi diritti degli altri. Purtroppo sulla diversa abilità non si investe a sufficienza e non solo in termini educativi o didattici, ma anche in strutture adeguate che possano consentire ai bambini di svolgere quelle che per gli altri, sono normali attività, come spostarsi agevolmente all’interno dei locali scolastici.

Sono passati decenni da quando la Costituzione ha proclamato che  la Scuola è aperta a tutti  ma, a quanto pare, le barriere culturali e mentali non sono superate. Di certo ci sono cose che la scuola non è capace di insegnare, e non mi riferisco all’ essere genitori, ma ad imparare a stare al mondo accettando chi è diverso e vivendolo come una risorsa piuttosto che come un intralcio al proprio personale sviluppo”.