Home Cronaca Trasferimento aula per un bimbo disabile alla Cavour, una mamma: “Andatevene”

Trasferimento aula per un bimbo disabile alla Cavour, una mamma: “Andatevene”

Ha il sapore amaro di quelle storie che si sentono alla tv e che si vogliono sempre lontane da noi quella di cui è protagonista una famiglia di Nettuno

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La scuola di via Cavour

Ha il sapore amaro di quelle storie che si sentono alla tv e che si vogliono sempre lontane da noi quella di cui è protagonista una famiglia di Nettuno, con un bimbo disabile iscritto alla scuola Angelo Castellani di via Cavour. La classe che ospita il bimbo (non entriamo nei dettagli a tutela della privacy del piccolo), è al primo piano dell’edificio, ma le normative di sicurezza non consentono che un bimbo in carrozzella possa restare al primo piano, un’eventuale evacuazione infatti, in caso di incendio o altra emergenza gli impedirebbe una fuga celere. La scuola quindi, decide e comunica a tutti i genitori della classe, il trasferimento al piano terra. Una soluzione che non piace a tutti ma che vede in particolare una madre assolutamente contraria. Al punto di avviare una raccolta firma per evitare questo spostamento. La donna, anche lei mamma di un bambino, contesta il metodo e sostiene che al primo piano, vicino alle materne, il pomeriggio i ragazzini delle elementari non possono studiare tranquillamente, al punto da rischiare di arrivare in quinta come veri somari. Quindi dice che i bagni sono troppo piccoli e alla fine con toni molto decisi, invita la mamma con il figlio disabile a cambiare scuola “per non penalizzare tutti gli altri”. Di più. La donna indica tre altre scuole tutte al piano terra, dove il bambino non creerà, a suo dire, problemi a nessuno e dove c’è anche verde e giardino. Una richiesta che, come è facile immaginare, ha fatto arrabbiare i genitori del bimbo disabile che si sono sentiti attaccati negli affetti più profondi ma, fortunatamente, anche difesi a spada tratta dalle altre mamme, che in massa si sono dissociate dall’unica che ha invitato la famiglia a cambiare scuole. Dopo la discussione sono arrivate anche le scuse e proposte di soluzioni, ma in una situazione simile è chiaro che il problema riguarda, oltre al gesto in sé, l’atteggiamento sociale nei confronti della disabilità. I bimbi (e gli adulti) disabili sono una realtà che ancora oggi non viene salvaguardata come dovrebbe. Manca l’attuazione di tante misure che lo Stato prevede per eliminare i disagi che fanno sentire la differenza e e, troppo spesso, manca anche l’impegno umano e culturale della società che troppo spesso è distratta di fronte alle difficoltà di alcuni. Distrazione che diventa cattiveria, anche nei gesti più piccoli, come ad esempio la noncuranza di chi parcheggia nei posti riservati. La scuola di via Cavour va adeguata, come molte altre, e ancor prima della scuola a dover cambiare sono gli atteggiamenti sociali inqualificabili, di chi dovrebbe essere condannato a capire la disabilità da vicino, per riuscire a capire. Questa storia, per la scuola Cavour, è un’occasione da non perdere per far si che da bimbi si inizi a capire cosa sia il disagio prima e l’inclusione poi.