Home Cultura e Spettacolo Dramma e speranze per Amatrice, il Sindaco Pirozzi commuove Nettuno

Dramma e speranze per Amatrice, il Sindaco Pirozzi commuove Nettuno

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E’ un atto di amore alla sua città quello del Sindaco di Amatrice Stefano Pirozzi, oggi ospite a Nettuno grazie all’impegno del consigliere Lorenza Alessandrini, che con il suo libro ha voluto rendere omaggio alla storia e alle tradizioni, note a tutti, di quello che era uno dei Borghi più belli d’Italia. Ma è anche un atto di dolore e di accusa per la mancanza di collegamento tra Stato e Sindaci, tra chi decide e chi è in prima linea ‘nella zona rossa della sofferenza’. “Tutti siamo abituati ai ritardi della pubblica amministrazione – spiega Pirozzi – ma quando si è in emergenza un ritardo di un giorno o un mese vuol dire la morte delle speranze di una comunità. La sensibilità che è mancata e manca allo Stato è mancata anche ad alcuni cittadini, pochi, che venivano a farsi i selfie sulle macerie. Macerie che per noi sono le storie e i lutti dei nostri familiari e amici”. Persino i funerali che avevano annunciato ad Amatrice e poi spostato a Rieti è stata una battaglia tra chi decide senza pensare alle sensibilità di chi si urta in momenti che si spera irripetibili.
L’atto di amore è anche un filmato trasmesso davanti ad una sala gremita, che ripercorre la storia di una tragedia arrivando fino in fondo al cuore di ognuno. Dal colpo della scossa alla voglia di rialzarsi nonostante le difficoltà infinite. “Immaginate solo per un minuto se fosse la vostra città, la vostra casa, la vostra famiglia”. In sala ad ascoltare Pirozzi, il dramma che ha vissuto, umano e amministrativo Giovanna Gagliardi che nel terremoto ha perso tutta la sua famiglia, tantissimi cittadini, molti consiglieri di maggioranza e opposizione oltre al Sindaco e Vicesindaco.
Quello che ha chiesto e chiede Pirozzi è l’attivazione in alcuni straordinari casi, di uno stato di guerra, la presenza costante di finanza, carabinieri e Polizia per i controlli sulla ricostruzione, la presenza dell’Anac. “Per lavorare in fretta e controllare tutto, per dare risposte. Senza la presenza dello Stato crollano le chiese e i simboli di una comunità a cui serve qualcosa a cui aggrapparsi. Gli italiani hanno dimostrato di essere un grande popolo che non ha grandi istituzioni. Io non posso dimenticare gli aiuti, i volontari, le associazioni. Questa è stata una vera esperienza. Davanti ad uno Stato spesso insensibile c’è un popolo, donne e uomini straordinari”.